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IL GONFALONE

Alle cerimonie pubbliche gli Enti partecipano mandando il gonfalone, ai funerali privati il mio Comune ce lo manda lo stesso, portato dai Vigili in divisa
Il senso dei simboli
Oltre un mese fa è morto un ex-assessore della mia città, aveva 74 anni. Lo ha fatto a lungo l’assessore (credo più di quindici anni, era già assessore allo sport nel 1979), per tanto tempo e con meriti e demeriti, è finito rottamato con la fine della prima repubblica nel 1992 e per via delle vicende che l'hanno accompagnata, qui a Grugliasco. Se avessi saputo della sua morte probabilmente ai funerali ci sarei andato: lo conoscevo da così tanto tempo…
Nel corso dei suoi mandati da assessore è incorso in alcune disavventure giudiziarie: la prima, tentata concussione ai danni di una cooperativa che si era aggiudicata la gestione del parco Porporati (aveva esercitato pressioni perché rinunciassero all’appalto in favore del secondo classificato, un aderente al partito dell’assessore, promettendo in cambio la gestione delle altre aree verdi della città), poi chiusa nel 1994 con un patteggiamento e una condanna a dieci mesi.
La seconda, una condanna a due mesi per corruzione (in continuazione con altra pena) per aver ricevuto tangenti da Aimeri per fargli vincere l’appalto per la raccolta rifiuti, nei primi anni ‘80. L’assessore faceva parte di quelli che avevano patteggiato, uscendo dal procedimento prima che si arrivasse al processo.

Nel 1992 è costretto a rimettere la delega a seguito di mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni: l’avevano beccato a promettere assunzioni nel mega centro commerciale che stava nascendo, la Shopville Le Gru. Quando, due anni dopo, verrò eletto sindaco, negli armadi dell’assessorato troverò centinaia di domande di lavoro di poveretti che aveva illuso in cambio del voto.

Coinvolto nella vicenda delle tangenti versate per la costruzione della Shopville, divenne il principale accusatore di Giusi La Ganga, allora plenipotenziario del Partito Socialista e ora figura di spicco del PD torinese. L’assessore sosteneva di aver ricevuto una tangente di 250 milioni e di averla passata all’ex presidente dell’ATM Perinetti, che non poteva né confermare né smentire perché nel frattempo era morto. L’assessore sosteneva di aver fatto il tutto su ordine di La Ganga, per finanziare la sua campagna elettorale, ma lui negava risolutamente il tutto.

Per quanto riguarda il suo coinvolgimento nella vicenda tangentizia della Shopville, l’assessore patteggerà e nel 1997 sarà condannato a un anno e sette mesi.
Già era completamente fuori dalla vita politica cittadina quando, finalmente tranquillo, decise di aprire un negozio nel centro cittadino. Prontamente chiuso dal Comune perché non aveva la licenza! Non l’aveva mai chiesta e la storia venne a galla perché per impudenza chiede il permesso per eseguire i lavori di ristrutturazione. Così gli uffici del Comune, cercando di risalire alla licenza commerciale per completare la pratica edilizia, si accorsero che non era mia stata chiesta.

Insomma, un personaggio interessante e certamente di quelli che hanno lasciato il segno in città. Deve essere per questo che al suo funerale, avvenuto in altro comune, c’erano i Vigili urbani di Grugliasco col gonfalone.
Quando me l’hanno riferito, chiedendomi un’opinione in merito, non sono riuscito a formarmene una e anche oggi oscillo fra due opposte considerazioni: dato che larga parte delle vicende giudiziarie di cui è stato protagonista riguardava proprio il suo ruolo da assessore, forse il gonfalone avrebbe dovuto stare a casa, insieme coi Vigili. Questa la prima, la seconda è che la morte livella e cancella tutto, dunque anche i “peccati” dei defunti, perfino quelli che hanno avuto un ruolo pubblico e l’hanno usato male.
Qualche giorno fa ne parlavo con un caro amico che ha liquidato i miei dubbi e turbamenti con un:
Cosa ti aspettavi? E’ normale che gli amministratori della Grugliasco d’oggi onorino l’ex-assessore defunto: sono della stessa pasta. Quindi va bene che mandino Vigili e gonfalone. Se ti da fastidio che facciano così, non ha che da scrivere nel tuo testamento che tu non lo vuoi!”
E voi, che ne dite?

Mariano



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