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I COMPITI DELLE VACANZE

Si avvicina l’inizio del nuovo anno scolastico, famiglie preoccupate martellano pargoli riottosi perché facciano in pochi giorni quello avrebbero dovuto fare nei due mesi passati. Proprio come il resto del paese…
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Chi scrive è storicamente allergico ai compiti delle vacanze: ne ho sempre assegnati pochi, giusto per far contenti i genitori e rassicurarli sulle mie capacità professionali.
E’ noto che anche questo elemento concorre a determinare la stima verso l’insegnante da parte della pubblica opinione formata dalle famiglie dei suoi allievi: quelli che rovinano l’estate ai pargoli e  alle famiglie vengono mandati a quel paese ogni giorno, ma alla fine sono dei “bravi insegnanti”, di quelli che si preoccupano della formazione culturale dei giovani. Quelli che ne danno pochi – o non ne danno affatto – sono invece degli insegnanti fannulloni e smidollati, certamente sessantottini, che alla fin fine dei ragazzi se ne sbattono.
Questa la vulgata, ho rinunciato a combatterla da almeno vent’anni… e assegno anche io i compiti per le vacanze.
Naturalmente li fanno quelli che non ne avrebbero bisogno.
Quelli a cui servirebbe un po’ di lavoro estivo normalmente o non li fanno proprio o operano un’autoriduzione sulla quantità assegnata, per non parlare della qualità, visto che li svolgono all’ultimo minuto e senza criterio e senso. In queste ore stanno confezionando le scuse che presenteranno a partire da domani.
Non è un po’ come l’Italia intera? Gente che aspetta sempre l’ultimo momento. Gente che paga le tasse, ma che ammira quelli che le sfangano. Gente che china la testa anche quando non dovrebbe, ma che pretende che gli altri non la chinino mai. Gente che sceglie chi li governerà in base al sorriso o alle sue doti scopatorie, salvo poi lamentarsi se il paese va a rotoli. Gente che vota sistematicamente il grande partito d’opposizione, ben sapendo che farà ancora solo finta di farla. Gente che si da una mossa solo con l’acqua alla gola e il baratro bene in vista.
A questo pensavo mentre a fine agosto vedevo genitori nevrastenici seduti al tavolino del bar della spiaggia con accanto il pargolo armato del libro dei compiti delle vacanze: compilare esercizi pagina dopo pagina in un guazzabuglio che nulla produce e niente deposita, incitare il ragazzino a fare in fretta che c’è il bagno da fare, la gira da completare, maledire la scuola che sta per cominciare e maledire questi insegnanti che caricano di compiti.
Domattina, mentre controllerò che abbiano fatto i compiti e che abbiano letto i libri assegnati (si intende i riassunti dei riassunti delle trame presa da Wikipedia) penserò a questa finzione e mi farò quatto belle risate al pensiero dell’ennesimo esempio che stiamo dando alle nuove generazioni: tutto all’ultimo minuto e senza chiedersi il perché. Basta che la forma sia salva e che tutti possano fingere che si tratta di una cosa seria.

Mariano



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