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CERVELLI IN VACANZA

Una giornata di fine vacanza, in spiaggia...
Suocere e nuore
Spiaggia fitta fitta di ombrelloni e lettini. Bagnino belloccio e talmente dedito alla contemplazione della sua persona da dimenticarsi di dove si trova e di cosa deve fare (siamo in linea coi tempi). Immigrati di varie sfumature vendono le merci più curiose, i più scafati ostentano relazioni amichevoli con alcuni dei bagnanti che sono lì da più tempo e che, in passato, hanno comprato qualcosa da loro. Molti sono giovanissimi, alcuni dei bambini appena un po' cresciutelli, ma la cosa non desta scalpore: per il diritto all'infanzia bisogna essere nati nella famiglia giusta, nel posto giusto, mica è cosa per tutti.
Zero bikini leopardati, nessun pitoneggiare, sguaiataggine quasi del tutto assente, nessuno che strilla al cellulare, giusto un po' di tum tum da Buddha bar al gabbiotto della spiaggia... insomma un miracolo italiano.
Signore e signori conversano amabilmente e con civiltà, perfino i bambini sembrano più educati del solito e hanno ridotto i capricci al minimo sindacale. Una signora già un po' avanti negli anni sfoglia distrattamente un giornale di gossip e dice alla nuora che unge i bimbi di crema:
A me tutta 'sta storia di Berlusconi sembra una persecuzione bella buona. Con tutti soldi che pagano di tasse le sue imprese che bisogno avrebbe di fare il furbo?”.
La nuora non smette di incremare i bambini, ma si vede che improvvisamente vorrebbe essere da un'altra parte.
Poi, forse per non sembrare scortese, risponde:
Guarda che non ha semplicemente fatto il furbo. Ha frodato lo stato italiano, cioè tutti noi, di così tanti soldi che neanche riusciamo a immaginarceli per davvero. L'ha fatto utilizzando tutti gli strumenti che negli altri paesi mandano la gente in galera direttamente, senza sconti e senza rinvii. Non è che si è sbagliato a fare il 730, ha proprio fatto di tutto per fregarci, con le buone e con le cattive”.
La suocera sembra senza parole, non si aspettava una replica così decisa da quella nuora solitamente così amabile. Dunque si mette in difesa:
Beh, adesso! Con tutto il bene che ha fatto in giro, con tutti i posti di lavoro che ha creato, non mi sembra proprio il caso di farlo passare per un volgere truffatore. Certo, il suo successo ha dato fastidio a tanti e si comprende perché ce l'abbiano così tanto con lui. Poveretto... Certo che se trattano così tutti quelli che fanno fortuna l'Italia è destinata al fallimento”.
Di sottecchi osserva la nuora che ha finito di incremare bambini e che, in cuor suo, ha già deciso di non replicare più per non cadere nel tranello di quella sua altrimenti piacevole suocera che si comporta come un quarto degli Italiani, capaci di negare l'evidenza pur di non riconoscere che si sono sbagliati.
Così la suocera, avvertendo segnali di una possibile resa della nuora, lancia l'affondo finale:
Tu lo sai che non l'ho mai votato. Anche io sono di sinistra, sempre votato comunista prima e piddì adesso, dunque posso ben parlare... ma mi sembra proprio che si stia esagerando. Anche con questa storia delle minorenni: uno a casa sua potrà ben fare quello che vuole, o no?”.
La nuora continua a tacere fingendo di piegare i vestitini dei bimbi, in faccia un sorriso stampato ad uso e consumo dei vicini di ombrellone. Idea: fuggire, almeno fino a quando non arriverà suo marito, il figlio tanto amato da quella suocera di sinistra che le sta rompendo le palle. E' andato a comprare i giornale, dunque non dovrebbe più tardare.
Così si alza dal lettino, ma mentre si mette in piedi qualcosa scatta in lei (che Berlusconi una volta l'ha anche votato) e dice alla suocera:
Vado un attimo fino a casa che ho dimenticato qualcosa. Ti avviso che lascerò la porta spalancata, visto che tu hai simpatia per i ladri e giustifichi perfino quelli che ci hanno rubato soldi e futuro. Se ti verrà l'idea di chiamate la polizia per denunciare il furto di qualcosa, sappi che sarò la prima a dire che hai avuto un'allucinazione, visto che il ladro avrà pur diritto a fare bene il suo lavoro. Infine, se mentre succede tutto questo, il tuo meraviglioso marito settantacinquenne si troverà qualche zoccola con cui divertirsi un po', mi toccherà prendergli le parti: ognuno a casa sua fa quello che vuole”.

Mariano







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