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LETTERA A BERSANI di F. Maletti

Dopo la batosta elettorale, il silenzio più assordante… come se non fosse successo nulla. Finalmente una voce timida s’alza…
Caro Bersani,

Probabilmente, la fedeltà dimostrata nei confronti del governo Monti è stata interpretata come incapacità a ragionare in modo autonomo e di avere proposte alternative.
Sicuramente, gli elettori non hanno capito che, prima di ogni programma, è necessario superare l’attuale emergenza democratica riportando l’intero Paese al rispetto delle regole: prima fra tutte la Costituzione Italiana.
Ora, io non so con quale sostanza si smacchiano i giaguari, ma so di sicuro che questa sostanza non ha funzionato.  Proprio a partire dal PD.
Infatti, la burocrazia di partito è sembrata prevalere in tutto il suo immobilismo: perché, a mio parere, troppe sezioni di partito sono ormai autoghettizzate. Con gli appartenenti che, rinunciando al dialogo con la gente, si preoccupano soltanto di sopravvivere a loro stessi.
Alcuni Circoli sembrano le succursali della bocciofila. Dove si passa il tempo a dunquettare sulla vita: su ciò che sembra, ma che non è; su quel che poteva essere, ma non è stato.
Ma questo non è riformismo!
Sembra che il PD, nel migliore dei casi, ad ogni livello sia strutturato in modo che ognuno sia “testimonial” di qualcosa che gli garantisce il posto in prima fila. E dove ognuno ha i suoi “fans” e spera nei “trans” per accrescere il suo potere. Stop. Renzi compreso.
Della sostanza per “smacchiare i giaguari” neanche l’ombra.
Ormai è andata. Ma forse sarebbe il momento giusto per intervenire nel partito apportando modifiche a tutte quelle norme statutarie eccessivamente garantiste. Che nei fatti non funzionano perché non lasciano spazio a una visione d’insieme dei problemi..
Il mio è un suggerimento che ha il fine esclusivo di evitare che la prossima volta vada ancora peggio. Insomma: per un domani migliore.
Cordiali saluti.

Franco Maletti (simpatizzante pd borderline)
















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