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IL VALORE DELL’ISTRUZIONE

Anche quest’anno l’OCSE pubblica una tabella comparativa dei salari degli insegnanti, in Europa e nei principali paesi del mondo…Italia in fondo, insieme alla Grecia.
Che parlino i numeri
Dunque, gli stipendi degli insegnanti italiani si collocano al fondo della classifica europea, praticamente sono come quelli della Grecia. Progrediscono unicamente per anzianità, secondo un sistema che non ha praticamente eguali in Europa e nei paesi più industrializzati del mondo (leggi tabella). Comunque la si metta, i docenti italiani hanno salari davvero miserabili.
Ad esempio, fra un insegnante italiano e uno tedesco c’è una differenza di stipendio di quasi cinquemila dollari l’anno. In genere si afferma che in Germania la vita costa più cara: niente di più falso, provate  a fare la spesa in un qualunque supermercato o ad affittare una casa in una zona di medio pregio e vedrete che la differenza va tutta a favore della Germania.
Qualcuno obietta che gli insegnanti italiani lavorano meno di quelli degli altri paesi: Monti ne era così convinto che ha provato ad aumentare loro l’orario senza alcuna contropartita economica. Anche qui non è del tutto vero: l'orario medio (comprensivo dei compiti accessori, quali correzione compiti, preparazione delle lezioni, rapporti con le famiglie, aggiornamento)  lo stesso della gran parte dei docenti europei.

Altri segnalano una caduta nella qualità complessiva della prestazione fornita dagli insegnanti, mediamente più ignoranti, demotivati e poco attrezzati per affrontare l’innovazione nella didattica e il temperamento indisciplinato delle nuove generazioni e dei loro genitori. Tutte panzane, fra gli insegnanti ce ne sono di buoni e di scarsi, di motivati e di fannulloni, di competenti e di ignoranti, come in qualunque altra categoria e luogo geografico. Ma nessuno se ne occupa, così dopo cinque anni di blocco dei salari, questa è la situazione economica dei docenti italiani.

E’ vero che il valore della scuola non è strettamente dipendente dagli stipendi dei docenti, ma come si fa a parlare di qualità, di merito, di impegno, di formazione e aggiornamento continuo per stare al passo coi tempi, quando nemmeno lo Stato si accorge che così la scuola pubblica è destinata a crollare?
Il commento più bello a queste tabelle l’ho trovato qui (leggi): mi sembra che in poche parole dica tutto quello che sarebbe bene che ogni Italiano conoscesse. Se gli interessa il futuro del suo paese.

Mariano 



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