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RICAPITOLANDO…

Ultime ore dell’anno in grande trepidazione nel mondo della politica e non solo in quello. Nascono liste, spariscono partiti e movimenti storici, cadono teste, altre risorgono. Su tutti Monti, l’ingrato, e la sua vittima Bersani.
La fregatura
12-Rudolf-Mates--illus.-for-A-Forest-Story-by-Josef-Kozisek-(Czechoslovakia--1929)_900 Dunque, il PD sostiene per un anno un governo che ne fa di cotte e di crude, somministrando agli Italiani dosi di ingiustizia come raramente ne avevano avute. Ministri imbarazzanti, nullafacenti e, a volte, anche un po’ compromessi e chiacchierati. Fornero qua e là, Clini il Tarantino e via cantando.
Il PD beve tutto in nome di un senso di responsabilità che sa tanto di cascami del Fattore K, quello per cui il PCI negli anni ‘70 e ‘80 non era mai abbastanza (democratico, occidentale, filoborghese…) per poter andare al governo. Lo fa anche perché così pensa di maturare una specie di diritto a governare, quasi che la politica non avesse insegnato esattamente il contrario. Già che c’è, elimina anche ogni forma di concorrenza nella sinistra, approfittando della dabbenaggine e dello spirito conservatore dei suoi leaders, più occupati a garantire se stessi che a innovare, modernizzare, realizzare qualche brandello di maggiore giustizia sociale.
Così sembra proprio che – dopo gli errori madornali da Occhetto a D’Alema/Veltroni e così per 18 lunghi anni di rassegnazione a Berlusconi – adesso tocchi a loro: si fanno una bella coalizione con SEL (che fine, Vendola!) e PSI e sono a posto.

95

Un fantastico saggio di Davide Mattiello che diventa manifesto politico, una boccata di ossigeno e una spinta ad agire per cambiare il mondo.
Tanti auguri, ragazzi!
95 Avete presente il ruolo del Viks per un influenzato dal naso chiuso e dalla gola in fiamme? 95 di Davide Mattiello è questo: ti stura l’anima, da aria fresca al cervello e da corpo a un sogno, quello di cambiare il mondo. Non ha l’aspetto di un programma politico, ma lo è. Totalmente.
Il titolo si riferisce all’anno di nascita dei ragazzi che diventeranno maggiorenni 18 anni nel 2013. A loro – che si affacciano al mondo della pienezza dei diritti (e dei doveri) - si rivolge in special modo il libro, così: “[…] Ti vorranno far credere che questo è il mondo migliore possibile, che ad avere troppi grilli per la testa si finisce male, che è meglio amministrare con decoro piuttosto che cercare strade alternative, nell’ignoto. Lasciali perdere, sono veleno. Perché la democrazia non è un dato: è sempre e soltanto un processo”.
Ho letto il libro una prima volta, tutto d’un fiato (perché così si deve leggere la prima volta) e mi sono sentito per le prime 57 pagine ai bordi di una manifestazione colorata, fantasiosa, leggera e allegra. Da pag. 58 ci sono entrato dentro e sono anch’io stato parte di quella fiumana di persone, individui, sentimenti, aspirazioni e speranze. Ecco la prima virtù del libro: allegro, “sparato”, leggero eppure denso e spesso, saporito e intrigante. Sono arrivato alla fine che non mi bastava, con in testa l’idea che il bello me l’ero perso per la troppa frenesia, per il chiasso e per il brio.
Allora l’ho riletto, stavolta a pezzi.

LA DISSIMULAZIONE

Finché le parole riescono a “chiamare” le cose e i concetti col loro nome, possiamo stare tranquilli. Quando comincia il saccheggio dei significati delle parole, c’è davvero da preoccuparsi…
L’assassinio delle parole
escher2 Sono davvero tempi difficili quelli che stiamo vivendo e ancora più difficili si annunciano quelli che stanno arrivando: un mondo sfibrato, una società sempre più sfilacciata, relazioni devastate dalla noia e dall’usura di stili di vita che non sono mai stati sostenibili e che adesso stanno marcendo con i cascami che lasciano in ciascuno di noi. Non c’è bisogno di scomodare il collasso del pianeta per registrare il degrado dell’ambiente a partire dall’umanità che lo costituisce, il tutto falsificato dall’immagine ritoccata da mani esperte in comunicazione, capaci di farci vedere quello che non è, di negare con naturalezza ciò che è vero, cioè di dissimulare.
Restavano le parole, l’ultimo baluardo contro la menzogna e la dissimulazione.

BUON NATALE

Dato che – per risollevare questo paese intristito e macilento - non ci resta che sperare in Gesù Bambino, perfino noi che non ci crediamo tanto, una bella immagine per un augurio speciale di un Natale senza la tristezza dell’oggi e con la gioia dell’ingenuità dell’infanzia.
Attenti: Gesù Bambino non fa il professore, neanche il puttaniere e neppure il politico a tempo pieno. Guai a scambiare i personaggi del presepe d’oggi per i salvatori dell’Italia di domani.



Speriamo di trovare qualcosa di buono sotto l’albero, cercate bene e…
TANTISSIMI AUGURI!

Mariano

LA SOLITA ITALIETTA

La politica di un paese da 60 milioni di abitanti ridotta all’attesa di un annuncio…
Monti/Berlusca: moderati?
dissimulations Si candida? Non si candida? E con chi? Contro chi? Sono oramai queste le notizie che tutti i giorni riempiono pagine su pagine dei nostri quotidiani oltre che i talk show televisivi. Alternate alle sceneggiate berlusconiane, degna parabola discendente di vent’anni di follie e di cascami del craxismo degli anni ‘80.
Se Monti abbia fatto bene o male sarà la storia dei prossimi anni a dircelo, ma oggi sappiamo già di quanti suoi ministri imbarazzanti – Clini per dirne uno –, di una straordinaria dipendenza dai potentati economici, dell’ignavia che ha contraddistinto i suoi rapporti col Vaticano (come se andare a messa equivalesse e bere tutte le ingiustizie che la gerarchia religiosa rivendica come dovute dallo stato italiano), dello squilibrio evidente fra i “sacrifici” imposti alla gente comune e la benevolenza esagerata verso chi può.

NELL’EPOCA DEL SURROGATO di F. Maletti

Generalmente il surrogato è, per definizione, quel prodotto alimentare di minor valore usato al posto del prodotto genuino…
Le illusioni d’oggi
san_simpson Chi ha la mia età si ricorda sicuramente che, nella crisi dell’immediato dopoguerra, il surrogato più famoso era quello del caffè: un prodotto quasi identico a vedersi, ma molto, molto differente in quanto a sapore. Però ci si accontentava. Anche perché il rito di preparazione del surrogato era del tutto simile a quello della preparazione del caffè vero: con un effetto illusorio che evaporava soltanto per quelli dal palato più raffinato che ancora ricordavano il sapore del caffè vero.
Io all’epoca ero troppo piccolo per bere il caffè, ma apprezzavo molto il surrogato della cioccolata prodotto dalla marca Ferrero (la Ferrero non me ne voglia per questa citazione che oggi potrebbe ingenerare un dubbio sull’ottima qualità dei suoi prodotti !), e che i miei ogni tanto mi compravano nelle occasioni per le quali me ne ero reso meritevole.

FOLGORAZIONI

Prima adoperano una società pubblica per i loro comodi (e non solo) fra le proteste generali, poi quando non serve più cercano di sbarazzarsene… così tutti dimenticheranno prima.
I pentiti a intermittenza
Le Serre 1Non cessano davvero mai di stupire gli amministratori della mia città e i loro centrosinistri supporter politici. Qualche sera fa ci hanno offerto uno spettacolo impagabile della deriva italica trasferita sul locale, dimostrando anche concretamente che l’incapacità a volte è peggio della malafede. L’oggetto della seduta della commissione consigliare di cui mi onoro di far parte era il piano di rilancio della società “Le Serre”, interamente comunale e da noi più volte definita “La Mangiatoia”,  non certo alludendo al brucabile manto erboso del prato centrale, peraltro soffocato da un osceno tendone che ha devastato il complesso, fra un crollo e l'altro. La riunione serviva a presentare il cosiddetto "Piano industriale", ma naturalmente non è stato distribuito alcun documento, solo qualche slide in slang anglo-grugliaschese che fa sempre effetto. Noi però ce lo abbiamo lo stesso (leggi).
Siccome me ne sono già occupato più volte su questo blog (anche i Carabinieri, l’Ispettorato del Lavoro e chissà chi altri ancora…), rimando ai post precedenti le informazioni sul pregresso di questa società e delle sue recenti attività. Vi racconto solamente la più recente performance della politichetta locale.

OUTING di F. Maletti

Un democratico non è andato a votare alle primarie. Qui ce ne spiega le ragioni.
Contro il populismo
Musco Anche se non se ne è accorto nessuno io non ho votato alle primarie. Se lo avessi dichiarato prima delle votazioni, al contrario se ne sarebbero accorti tutti: dando ciascuno la sua etichetta di convenienza. Etichetta, beninteso, avente come fine ultimo quello di dimostrare al mondo dei votandi la gravità del mio “errore”. Ovviamente.
Faccio, a posteriori ma non tardivamente, (in quanto tragicamente attuali), un breve elenco dei miei “perché”.
Non ho votato alle primarie perché questo “bagno di democrazia” distoglie l’attenzione dal fatto che in molte realtà locali del PD la democrazia non esiste e nessuno sembra preoccuparsene più di tanto.

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di A. Camilleri

Questo è il testo (non rivisto dall’autore) di un intervento di Andrea Camilleri ad Convegno sulla riforma della P.A. nel marzo del 2000. Lo invitò Bassanini e Camilleri regalò ai presenti anche un testo del ‘600 che ben rappresenta come nulla cambi mai per davvero fino jn fondo….
Una riforma dei cittadini
conformism-1920x1080Una piccola premessa. Quando il Ministro Bassanini mi ha telefonato per chiedermi di intervenire a questa convenzione, mi sono immediatamente chiesto: "Ma io che c'entro?".
Riflettendoci, subito dopo, ho capito che avevo non solo il diritto, ma anche il dovere di esserci, perché la cosa, in quanto cittadino italiano, mi riguardava direttissimamente. Mi sono, quindi, pentito del mio atteggiamento iniziale. E questa è una buona ragione per intervenire, ma non lo sarebbe se non lo facessi nei termini in cui lo so fare io. Vogliate perdonarmi, dunque, se vi racconterò una favola.
C'era una volta e, per essere onesti, c'è ancora un paese chiamato Iliata. Questo paese, che un tempo era governato da una monarchia e poi era diventata una Repubblica fondata sul lavoro, come asseriva la sua Costituzione, si proclamava monoteista.

PIOVONO SOFFITTI

Oramai nella mia città è la psicosi: i controsoffitti dei locali del Comune vengono giù con allarmante frequenza. L’ultimo crollo a Villa Claretta, ora Museo del Toro dopo essere stata il monumento allo spreco… con relativo corollario di querele.
Minimizzare il cartongesso
Villa Claretta
Un anno fa circa vengono giù  trecento metri quadri di controsoffitto - cartongesso e struttura in lamiera - all’interno della Nave nel Parco Le Serre, una struttura nuova fino ad allora adibita a manifestazioni, mostre e concerti. Per fortuna sotto non c’era nessuno, ma complicare le cose ci si è messa l’Amministrazione comunale che ha cercato di far passare sotto silenzio l’incidente, con risultati tragicomici. La Procura sta ancora indagando e il sequestro è concluso di recente.
La settimana scorsa è stata la volta del controsoffitto dell’ingresso della Scuola Media 66 Martiri, celebrata dal giornalista pret-à-porter del sindaco con un un articolo grondante miele e melassa.



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