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SE 200.000 VI SEMBRAN POCHE

Un traguardo simbolico di cui rendere conto agli affezionati visitatori del blog..
www.marianoturigliatto.it
Il 25 ottobre 2012 questo blog ha toccato le 200.000 pagine vistate dal maggio 2008, un numero da vertigini (adesso che è domenica 28 ottobre sono 200.529).
Fino al maggio 2008 avevo un mio sito; l’ho trasformato in un blog della famiglia Google per risolvere la disperazione di vederlo più off-line che on-line a causa delle continue aggressioni di hacker e virus vari. Ci fu un momento in cui era diventato un ricettacolo di cose porno così aggressive – si annidavano nei commenti ai post - che pensai seriamente di chiudere l'esperienza col web. Nell’estate 2007 ai servizi porno si aggiunsero anche i link di un sito di neonazisti russi che utilizzava il mio dominio come mirror per le comunicazioni dei dementi che corrispondevano fra loro. Il mio sito è finito perciò ben presto fra quelli bloccati dagli antivirus…

IL SINDACO CONTABALLE

Oggi la sveglia è stata deliziosa. Insieme al caffè, un articolo su “La Stampa” ha rallegrato la giornata di tanti amici delle cose pulite. Il Sindaco mente spudoratamente…
… e la società del Comune sotto indagine
In passato la Società Le Serre srl l’abbiamo chiamata in tanti modi: il più azzeccato è La Mangiatoia. Forse non eravamo lontani dalla realtà, ma attendiamo l’esito delle indagini in corso e non smettiamo di sperare di esserci sbagliati.
Noi stiamo lavorando sugli incarichi ai professionisti, sulle modalità di appalto dei lavori, sulle spese, sulle assunzioni per fare quello che gli elettori di Grugliasco ci hanno dato mandato di essere: opposizione, controllo. Lavoriamo anche ai disastri della Nave e del progressivo abbandono dell’area da parte dei soggetti più qualificati, fino a farne ilo deserto che è oggi.
Una cosa la visita dei carabinieri di questi giorni l’ha già prodotta: abbiamo la prova che il Sindaco di Grugliasco o è uno sprovveduto o è un bugiardo.

LA RIVOLTA DEGLI INSEGNANTI

Una cosa buona del governo Monti: finalmente gli insegnanti si sono arrabbiati, qualcuno per ragioni nobili, qualcuno no. Ma il valore positivo resta l’arrabbiatura e il dibattito sulla scuola che ne sta derivando.
Profumo di scuola
Nella Legge di Stabilità di quest’autunno il Governo ci mette anche l’aumento di orario per gli insegnanti delle medie e delle superiori: sei ore in più alla settimana. Qualcuno (il sottosegretario) dice che si tratta di ore per attività complementari alla docenza, vale a dire correzione elaborati e preparazione delle lezioni, tutte cose che gli insegnanti già fanno. In questo caso la Legge recepisce ciò che è ovvio e che sarebbe inutile mettere in discussione.
Altre fonti dello stresso Governo spiegano che, invece, si tratta proprio di ore di lezione. Il provvedimento serve a risparmiare sulle supplenze e sugli incarichi a coprire posti vacanti. Per essere un governo dei tecnici di casino ne fanno parecchio, soprattutto perché non dicono nulla sull’Università, luogo in cui i docenti per contratto fanno 350 ore l’anno di lezione, una alla settimana!
Appena la notizia esce dalle segrete stanze, subito fa il giro delle scuole e l’allarme sale.

LA RIVOLTA DEI CLIENTI

A forza di promettere e di millantare per carpire il voto si perde il senso della misura e si finisce per generare illusioni rapide e celeri disinganni… Con il corollario di guai in arrivo.
Promesse da portaborse
Vent’anni di berlusconismo – di quella schifezza viscida che ha disfatto la società e indotto destra e sinistra a sposare comportamenti e costumi molto simili fra loro e tutti al limite – lasciano sul terreno pratiche politiche ed elettorali che si credevano sepolte con la prima Tangentopoli e che, invece, sono oramai il sale dell’agire politico di questa repubblica al collasso.
Nel grande e nel piccolo bisogna essere “amici” di qualcuno per poter esigere diritti riconosciuti e non negoziabili; per sperare in qualcosa di meglio bisogna “mettersi al servizio” di questo o quel piccolo boss locale, mendicando favori e sperando nella sua benevolenza; non si è più disposti a credere nella promessa di un lavoro o di una casa popolare, ma “non si sa mai”: nel dubbio meglio votare il boss, magari stavolta potrebbe toccare a noi.

LE CACCHE DEI CANI E L’AUTORITA’

Trascrivo una e-mail che ho ricevuto – ovviamente emendata da tutti gli elementi che potrebbero portare al riconoscimento di chi me l’ha mandata, visto il clima di “democrazia mafiosa” che si respira nella mia città - e la risposta che ho dato alla mittente. Segno dei tempi: tolleranza zero verso i possessori dei cani,  verso i furbetti la tolleranza si alza. Come? Riducendo gli organici degli addetti al controllo dei finti poveri e le dichiarazioni false. Capito?
L’astuzia del sindaco, il cittadino ingannato e l’educazione civica
Gentile Turigliatto,
Le scrivo per rappresentare la voce di alcune persone anziane che non hanno modo di contattarla  perché non dispongono né di un pc né sanno utilizzarlo. Io mi chiamo NB e abito a Torino ma sono solita a "frequentare" Grugliasco in quanto ci abita la mia nonnina di ormai 80 anni.
Le scrivo in quanto voglio esprimere a nome di tante persone il rammarico per quanto sta succedendo a Grugliasco in questi giorni.
Pare che il sindaco Montà abbia deciso di utilizzare la tolleranza zero con i possessori di cani. Tutti i giorni, mi riferiscono, i vigili di Grugliasco stanno facendo multe ai possessori di cani che trovano senza guinzaglio e poco importa se la bestiolina è alta poco più di 10 cm o se il cane anche se grosso è anziano, e ancora più triste, poco importa se la persona è in cassa integrazione prende 700, 00 euro al mese e non ce la fa.

POESIA PURA: UN'INTERVISTA di Velardi

Ecco l’intervista di Claudio Velardi sul Fatto quotidiano di oggi. Si parla di D’Alema
Miele…

E questo è il suo pezzo apparso sul blog “Front Page”il 4 ottobre scorso.

Caro Massimo,

noi che (come molti altri) ti abbiamo seguito, condiviso e amato quando cercavi di fare dell’Italia un “paese normale”, oggi non riusciamo a riconoscerti nella parte che ti sei assegnato. O meglio: ti riconosciamo fin troppo bene, e per questo vorremmo dirti, con affetto e con serenità, di smettere.
Questa battaglia – la battaglia dell’amalgama mal riuscito contro Matteo Renzi – non è la tua battaglia. Il partito (con la minuscola) che vorresti difendere dall’attacco dei barbari non è da tempo il Partito (con la maiuscola) in cui sei cresciuto e di cui orgogliosamente custodisci l’eredità.

MATTEUCCIO DA FIRENZE di F. Maletti

Si sta entrando nel vivo delle primarie del PD e schierarsi a favore di uno dei contendenti è e sarà lo sport di questi tempi. Franco ne parla con la solita schiettezza…
Chi rottama cosa?
Di concreto si sapeva nulla di lui, fino a quando alcuni mesi fa è apparso sul giornale un articoletto che dava notizia delle dimissioni, in Firenze, di un suo assessore che, nel motivare la sua decisione, dichiarava: “Pensavo che un sindaco eletto avesse il dovere di mettersi al servizio della Città, e non che la Città dovesse mettersi al servizio del sindaco così come in Firenze sta avvenendo…”.
Caspita!” ho pensato ”Ecco un sindaco che in politica sa quello che vuole per sé: al punto che pur di aumentare il proprio potere è pronto a dimenticare le più elementari regole democratiche e le stesse ragioni della sua elezione”…

L’ANTIPOLITICA

Certe volte gli avvenimenti di una piccola città rappresentano bene lo stato dell’Italia d’oggi.
Il senso delle istituzioni
foto maggioranza grugliascoQuella che vedete è una foto (mia) di una seduta del Consiglio Comunale di Grugliasco, ridente comune di 38.000 abitanti. L’ho scattata durante la votazione di un emendamento al programma del Sindaco il 27 settembre scorso.
Quello che vedete fare linguacce, oltre che un consigliere comunale, è anche il segretario del PD locale, si chiama Soncin. Invece quello che vota sventolando un sacchetto bianco contenente un panino è il capogruppo, sempre del PD, si chiama Bianco. Si sono comportati in questo modo per gran parte della giornata di consiglio, non intervenendo mai se non per dileggiare l’opposizione e per provare a impedire che si trattassero i temi centrali del loro programma amministrativo (ancora da approvare a oltre 4 mesi dalle elezioni non certo per colpa delle opposizioni).

MALA TEMPORA CURRUNT 2

Non si sgonfia la faccenda, tante parole ma nessuna risposta al domandone sui rimborsi elettorali.
Ancora sull’affaire regione…
Dopo gli articoli apparsi sui giornali - se ne da conto e copia nel post che precede – altri giornali si sono occupati della faccenda.
Ieri (giovedì) Il Fatto quotidiano (leggi) ha pubblicato un’intervista che riprende esattamente i termini della faccenda.
Sempre ieri Il Corriere della Sera (leggi) ha pubblicato una lettera di Mercedes Bresso che ribatte all’articolo di lunedì scorso.
Infine, oggi, La Stampa (leggi) finalmente si accorge della cosa e ne scrive, richiamando l’indagine in corso e le iniziative della Procura torinese.

MALA TEMPORA CURRUNT

La storia dei rimborsi elettorali delle elezioni 2005 assume di colpo una rilevanza che nemmeno pensavo…
Affaire Regione: la sveglia
La storia dei rimborsi elettorali alla lista “Insieme per Bresso” nel quinquennio 2005/10 - quella che ho più volte raccontato nell’indifferenza generale - ha improvvisamente cominciato a interessare i mass media, gli stessi che l’avevano ignorata due anni e mezzo fa.
Non voglio fare altri commenti perché non ho altro da aggiungere, perciò riporto una sintetica rassegna stampa. Segnalo che domani, mercoledì 3 ottobre, dalle 15 alle 17 sarò anche su TG SKY 24.
Comincia “Il Mattino” di domenica con un’intervista (leggi) che riprende i temi del mio post “Essere casta” e richiama le storie di cui sono pieni i giornali di questi giorni.

UNA PRECISAZIONE di F. Maletti

Perché non sono più iscritto al PD
Marameo Nei giorni scorsi su questo blog è stato pubblicato un articolo da me scritto sul PD dal titolo: “Questo PD spesso così mal rappresentato”. L’articolo conteneva alcune mie riflessioni e Mariano, incautamente, lo presentava come “le riflessioni di un iscritto”. Immediatamente interveniva sul blog il segretario di Circolo Soncin per chiedere una rettifica non sul contenuto dell’articolo, ma perché io “non risulto iscritto”.
Poiché tale rettifica non spetta a Mariano Turigliatto ma al sottoscritto, sono ben felice di chiarire.



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