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COSE LORO

Come un centro per i giovani del comune, dotato di strutture e finanziamenti pubblici è diventato un ristorante privato che passa di mano in mano senza controllo e criterio. Oggi più di prima.
I giovani? Si grattino!
Epicentro1 Nella mia città gli anziani dispongono di strutture adeguate e, in qualche caso, all’avanguardia. Non tanto per la gestione, sovente un po’ troppo clientelare, ma certamente per quantità e qualità degli edifici e il sostegno ai servizi. I giovani? Niente.
Da oltre dieci anni  il Comune ha acquisito una struttura per farne un centro dedicato ai giovani e siamo al punto di partenza. Tutto chiuso e i giovani si aggiustino! In più lo scandalo dei passaggi di mano nelle gestioni e le giravolte che hanno messo in atto gli amministratori pubblici grugliaschesi, fino a fare di un edificio comunale destinato ai giovani  un ristorante privato. Cose loro…, ma eccovi la storia e l'epilogo di oggi.

LE LEZIONI DELL’ILVA

Si consuma una tragedia “estiva” prima nel quasi silenzio dei mass-media, poi in un affollarsi ottuso che non riesce a cogliere e a restituire il senso di una città che si ribella.
Taranto e la via ecologista
Ilva-Taranto Nella vicenda dell’ILVA di Taranto ci sono tutti gli ingredienti del disastro nazionale: politici nuovi incapaci e collusi quanto i vecchi, finti imprenditori con l’allure del padrone delle ferriere, sindacati inadeguati, divisi e lontani da un rapporto libero con la base e la popolazione, autorità locali che hanno guardato dall’altra parte e che ancora lo fanno, funzionari pubblici corrotti, cosa ancora più grave perché preposti alla tutela della salute pubblica. E poi ancora:  mass media approssimativi, sdraiati sulle veline dei potenti, sinistre afone e combattute fra l’industrialismo a  tutti i costi e i costi dell’industrialismo di sfruttamento, bramose di finanziamenti per alimentare il costoso circuito del loro funzionamento e di campagne elettorali tanto più glamour quanto prive di idee e progetti. Il tutto impastato con le vite delle vittime: i Tarantini.

MORIRE DI LAVORO

Lavoro sempre più difficile da trovare, impossibile da conservare, pericoloso per le condizione in cui fa. Ma a chi importa?
L’Italia che non conta niente
danger_travailCredo di capire l’insofferenza  e l’incredulità con cui il mondo normale affronta i giornali e la tivù… per non dire delle chiacchiere della politica. Si occupano di un mondo che non c’è, lontano anni luce dalla vita della gente comune. Quella che muore in cantiere e si vede dedicato un decimo delle righe riservate alle sparate di Renzi o alle zoccole e ai prostituti al mare d’estate. Questa notizia l’ho letta poco più di due settimane fa e parla di un muratore che è morto cadendo in cantiere:
Giovanni Marras, muratore di 54 anni nato a Elini ed emigrato in Piemonte molti anni fa è morto ieri sera in cantiere di Torino. Marras è precipitato dalla scala nel cantiere edile alle porte di Torino e non si è più risvegliato.

VUOTI

Certe volte, a voler ricordare gli amici che non ci sono più, si finisce per lasciarsi andare a lagne insostenibili e offensive per chi è andato…
Pasquale
Sono oramai troppi anni che Pasquale non c’è più, morto un 6 agosto dall’altra parte del mondo.
Per un po’ di tempo ci siamo comportati come se dovessero ancora finire le vacanze d’estate: si trattava di aspettare un po’ e poi sarebbe arrivato anche lui, avrebbe ricominciato a chiamarci a rapporto, si sarebbe nuovamente preso cura di tutte le sue cose, comprese quelle di cui non si curava mai nessuno.
Insomma, avrebbe ricominciato a fare il Pasquale solito, quello che tutti conoscevamo, apprezzavamo, criticavamo e con cui, qualche volta, bisticciavamo.

DALLA CRISI ALLA DEMOCRAZIA 2.0 di Efisio Bova

Quelli di oggi non sono tempi ordinari. Una riflessione sulle cause della crisi strutturale e qualche indicazione su come trovare la strada per venirne fuori al meglio.
Mondo complesso, soluzioni all’altezza
web-2-and-democracy Le crisi non diventano croniche per carenza di buone risposte: diventano croniche per la mancanza di buone domande. Sono infatti le domande che orientano il pensiero e l'azione, le risposte giungono per ultime. Oggi non sono le soluzioni a mancare: è l'individuazione corretta dei problemi ad essere carente.
Nel corso della mia esperienza professionale ho notato che molto spesso quando le persone si trovano davanti ad un problema difficile da discutere e da risolvere fanno una cosa curiosa, Si creano una problema più semplice, anche inesistente, e ci si applicano con tutte le loro forze. Così risolvono l'imbarazzo, davanti a se stessi e agli altri, di sentirsi incompetenti.
In ambito politico succede la stessa cosa. 



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