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FRANCIA E GRECIA: N/EURO

Le elezioni francesi e quelle greche nella drammatizzazione ignorante e colpevole dei mass media nostrani: un groviglio di opinioni scambiate per fatti e fattoni che sparano cazzate. Intanto l’informazione muore.
Elezioni: chi ha vinto?
Euro-Europa Se qualcun altro oltre a me ieri ha cercato sui nostri quotidiani nazionali numeri e dati per capire come sono andate le elezioni di domenica in Francia e in Grecia si sarà accorto che non mancavano le opinioni,ma di numeri ne circolavano proprio pochi. Tranne quelli che servivano a spiegare la fantomatica svolta pro-euro dei Greci e la vittoria “schiacciante” dei socialisti francesi anche al secondo turno.
Vediamo come sono andate veramente le cose e cominciamo dalla Grecia, lasciando perdere i dati sull’affluenza perché non sono interessanti se non per rilevare che il calo dei votanti significa che sempre più persone non si ritrovano nell’offerta politica oppure che hanno perso qualunque speranza nella politica come strumento per la trasformazione della società. Nea Democratia ha il 29,7% (129 seggi col premio di maggioranza), Syriza il 26,9% (71 seggi), PASOK 12,3% (33 seggi), “Greci Indipendenti” (destra) 7,5% e 20 seggi, “Aurora Dorata” il 6,9 e 18 seggi, Sinistra Democratica il 6,3% e 17 seggi, Partito Comunista 4,5% e 12 seggi. Per trovare questi dati sono dovuto andare sul sito del “La Voce della Russia.

La sinistra ha esattamente il 50% dei voti (in realtà ne ha di più perché qui sono contemplati solo i partiti che hanno superato la soglia di sbarramento per accedere al Parlamento). Una parte della destra (Aurora Dorata) è democraticamente inutilizzabile e ferocemente contraria all’UE, dunque i socialisti ancora una volta saranno chiamati a fare da stampella a un governo conservatore. Il buffo della storia è che il partito che ha accompagnato il paese al dissesto è lo stesso che oggi incassa il 30% dei consensi. Tutto il mondo è paese, oppure, se preferite, “stessa faccia stessa razza”.
Questo risultato da paese instabile è stato raggiunto dopo che tutti i governi europei e anche Obama, si erano schierati apertamente per il candidato premier di Nea Democratia facendo credere ai Greci che la vittoria di Syriza avrebbe prodotto la catastrofe. Solite tecniche già viste in un sacco di altre occasioni, ma è bizzarro che anche i nostri “giornalisti da inchiesta” abbiano continuato a scrivere che Syriza era contro l’euro quando semplicemente voleva ridiscutere gli accordi che impiccano il paese.

Non ho particolare simpatia per quel partito, ma mi fa davvero imbufalire la mistificazione di questi giornalai da strapazzo che ripetono come un mantra slogan che loro stessi hanno coniato per rappresentare la realtà come nei fumetti di Topolino. I grandi capitalisti non leggono i giornali italiani – forse lo fanno, ma non credono a quello che scrivono – e infatti prima hanno allentato per qualche ora le manovre speculative e poi sono ripartiti alla grande, di più e meglio di prima. Hanno capito anche loro che l’unico modo per tenere a galla la Grecia è negoziare e cercare un accordo per ridiscutere le condizioni del prestito. Hanno anche il dubbio che questi tonti mediocri che sono nei governi europei abbiano il coraggio e le capacità per farlo, infatti speculano come pazzi.

Per sapere come fosse andata veramente nel ballottaggio in Francia, sono andato sul sito di “Le Monde”. Lì ho trovato finalmente i numeri degli eletti (non le percentuali, perché si vota in collegi uninominali e quindi si sceglie una persona, non un partito) che vi riporto per dovere di informazione: ha votato il 55,4%, il Partito Socialista ha ottenuto 278 seggi, il Fronte della Sinistra 10, gli Ecologisti 18, il Partito Radicale 13, altri di sinistra 24 (molti sono dissidenti socialisti), MoDem (centro) 2, UMP 188 (esattamente la metà di quelli che aveva, una vera débacle), FN 3, altri di destra 18, PRV 9 e NC 14. Gli Ecologisti al primo turno avevano ottenuto circa il 6,7% dei voti.
Il Partito Socialista ha certamente ottenuto una bella vittoria, ma il secondo turno ha riservato sorprese anche a suoi personaggi eccellenti, non più rieletti, e in parecchie circoscrizioni i suoi candidati sono stati battuti anche quando erano in testa al primo turno. Se si guarda bene quel che è successo, anche lì la società di va radicalizzando, con un Fronte Nazionale che si colloca quasi dovunque al terzo posto dopo i due grandi partiti (13,8% al primo turno) e che elegge solamente tre deputati a causa del sistema elettorale. I populisti non sono in Parlamento, ma sono ben  sparpagliati per il paese, più vitali che mai e pronti a cogliere i rancori e il malcontento che anche in Francia comincia a manifestarsi con violenza.

I nostri demos si vantano di aver insegnato ai socialisti francesi come si fanno le primarie. Adesso dovrebbero andare ad imparare cos’è un programma di sinistra e come si forma un’alleanza capace di vincere le elezioni e governare il paese. Magari portandosi dietro i giornalisti: chissà che non imparino dai colleghi di Francia come si fa informazione e si sviluppa la democrazia.

Mariano
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