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MI SPAVENTA? LO AMMAZZO E LO BRUCIO!

Dopo l’incendio delle Vallette e gli omicidi di Firenze, niente prediche e morali. Facciamo attenzione.
Una mattina a scuola

rom Stamattina ho toccato con mano i risultati delle politiche educative, dell’intreccio fra queste e la televisione, il buon senso delle persone comuni, la morale famigliare.
Piccoli focolai di discussione intorno alle vicende delle Vallette e agli omicidi di Firenze, in rilassatezza e senza la minaccia di doverne scrivere subito dopo. Gratis, insomma, senza sorpresina finale dell’insegnante e senza che nessuno si sentisse in dovere di snocciolare le frasi comuni che fanno tanto piacere nei contesti pubblici.
Sì, lei ha fatto male ad accusare i rom di averla violentata, ma con tutte quelle che combinano gli zingari…”, avvalorando l’idea che – se mia violenza ci fosse stata – l’aggressione e il rogo sarebbero stati legittimi. Non un parola di condanna per quelli che hanno approfittato dello sdegno e della rabbia delle persone per portarle a fare una cosa vergognosa. Non una riflessione, anche primitiva, su questo modo di regolare i rapporti fra le persone. Non un ripensamento sulle dinamiche che rendono una folla civile una massa inumana. D’altra parte nella folla civile ci stava anche ineffabile segretaria provinciale del PD e non pare abbia sentito il bisogno di intervenire per affermare che una manifestazione per farsi giustizia da soli semplicemente non si fa. Questo a loro non l’ho detto, la sinistra è già abbastanza sputtanata così.

Mica hanno ammazzato nessuno…”, sempre riferito al rogo delle Vallette. E se fosse successo?

Chissà perché proprio i Senegalesi!”, in riferimento all’assassino di Firenze, “danno più fastidio i Cinesi”. “No, i Marocchini sono peggio…”. Eccetera, così trattavano il tema di tre ragazzi quasi coetanei ammazzati da un pazzo imbottito, come tanti, di ideologie e frustrazioni. Quelli che così parlavano erano ragazzi in gamba, interessati e coinvolti. Solo per dare un’idea, altri loro compagni durante la discussione giocavano di nascosto col cellulare: chissà i loro pensieri… I meno ingenui, ben sapendo come la penso, stavano sulle loro con un “Poveretti anche loro, una vita brutta a venderci cianfrusaglie, una morte anche peggiore. Di fanatici ce ne sono davvero dappertutto, così come gente fuori di testa”, ma si vedeva da lontano un chilometro che si trattava di posizioni di circostanza, puro opportunismo come ben conosciamo noi Italiani.

Mi trattenevo dallo sbottare perché non volevo fermare i microscopici flussi di coscienza, che hanno portato alla luce paure, odi e pregiudizi che neanche durante il nazismo. Ce ne è stato per tutti. Ciò  che è emerso con più forza dalle parole di questi ragazzi è il deserto di stimoli e di speranze che oramai caratterizza la loro vita e il loro immaginario.

Tutti a testa bassa ad avere paura di qualcosa o qualcuno,  tutti chini davanti al potere con la speranza di qualche briciola, tutti comprabili con qualche gadget o un po’ di attenzione.
Come abbiamo fatto a ridurli così? Cosa possiamo fare perché la cose cambino?

Mariano



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