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NELLA MIA CITTA’, IL PD…

Si avvicinano le elezioni amministrative anche a Grugliasco, la politica entra in agitazione: nascono cordate, si tessono alleanze, si consumano vendette. Insomma il solito. Ma c’è anche chi vorrebbe qualcosa di meglio, forse le nostre città lo meritano. Certamente Grugliasco, ridente comune di circa 40 mila abitanti. Un pezzo illuminante di un democratico, Franco (in tutti i sensi!).
L’autoghettizzazione del PD di Franco MALETTI

souleater1 Come appartenente al direttivo cittadino del PD, mercoledì 26 ottobre ho assistito allo svolgimento dello stesso, che aveva per tema le elezioni per il rinnovo della Amministrazione comunale.
Da quando ne faccio parte, il direttivo si è riunito pochissime volte. E soltanto quando, per effetto di norme statutarie, è indispensabile che il direttivo ratifichi le decisioni che in realtà sono già state prese. Infatti, per sua illuminata decisione, il Segretario di Circolo, non appena eletto, ha composto, “perché è nelle sue facoltà”, una segreteria di VENTI persone. Di fatto scegliendo i singoli nominativi attraverso una specie di manuale Cencelli che tenesse conto, calibrandole, le varie forze correntizie all’interno del PD grugliaschese. Ovvio, (e questo è il mio caso), che chi non è espressione di alcuna corrente e per di più ha una cultura ed una esperienza politica che ne fanno un potenziale rompiscatole, rimanga fuori da questa “segreteria”.

La mia tentazione di andarmene dal PD è forte: non mi va come membro del direttivo di essere convocato soltanto per sentire delle decisioni che sono già state prese e che nemmeno si possono discutere “per non offendere il manovratore”. Ma, soprattutto, questo non è il concetto che io ho di come funzioni la democrazia all’interno di un partito.
La convinzione di autosufficienza ha fatto sì che, nei giorni scorsi, venisse presentata la candidatura a sindaco di Roberto Montà tramite un documento corredato da una ventina di autorevoli firmatari, tra i quali il Sindaco ed i più stretti componenti del suo entourage.

Tutto questo ha provocato un sussulto di giustificata indignazione che, partita dal vicesindaco Montiglio, si è estesa in modo trasversale, coinvolgendo per buona parte coloro i quali credono ancora nella democrazia all’interno dei partiti come indispensabile strumento di consenso popolare.
Durante il direttivo, molti dei firmatari del documento a sostegno di Montà sono intervenuti per chiedere scusa per il metodo (sindaco compreso) ma di fatto senza rinnegare il loro operato. Altri sono intervenuti per manifestare la loro indignazione. Alcuni dicendo di sentirsi di fatto esclusi e vicini alla porta di uscita dal PD. Ma quello che ha fatto più male, è stato quello di vedere, mentre venivano pronunciate queste parole, dirigenti di alto livello bisbigliare tra di loro in modo compiaciuto e con l’augurio che la minaccia di andarsene si avverasse. Quello è stato, a mio avviso, il più tangibile segnale di “autoghettizzazione” nel quale versa il Circolo del PD grugliaschese.

L’intervento di Montà, sulla necessità di avere “un partito forte e una squadra forte” non ha fatto altro che aumentare le mie convinzioni. Nonostante la presentazione della sua bozza di programma e lo stridente obiettivo (viste le circostanze) di ridefinire “un patto con il cittadino” nello stesso momento in cui un delirio di autosufficienza esclude dal “patto” una buona parte dei componenti dello stesso direttivo del PD...
Alcuni interventi hanno inutilmente fatto rilevare che molte delle cose buone fatte da questa Amministrazione negli ultimi dieci anni hanno come origine il buon Piano Regolatore fatto a suo tempo dal sindaco Turigliatto. Sembra che, per alcuni, la sola pronuncia del nome “Turigliatto” faccia venire l’orticaria. Io invece credo, (e non perché Turigliatto ospita i miei scritti sul suo blog: che sembra, per inciso, essere rimasto l’unico mezzo per mAnifestare il proprio dissenso “costruttivo”), che a Grugliasco Turigliatto sia stato e continui ad essere per il centrosinistra una risorsa. E che, nonostante le sue diverse, ma democraticamente giuste e non sostanziali opinioni individuali, Turigliatto è stato invece brutalmente relegato dal gruppo dirigente del PD grugliaschese (e da Mazzù in primis) nel recinto dei “cattivi”.

Concludo osservando che il forbito intervento di Montà (indubitabilmente di livello superiore rispetto agli interventi degli altri), mi ha fatto venire in mente mia nonna paterna, morta nel 1980 quasi centenaria. Mia nonna era appassionata di musica operistica, e negli ultimi anni della sua vita la ascoltava quasi in continuazione: alternando l’ascolto di cantanti del primo novecento con quelli attuali. Alla mia domanda su quali ritenesse migliori tra i vecchi cantanti ed i nuovi, la sua risposta è stata: “ Per quanto riguarda i cantanti nuovi non c’è niente da dire: sono tecnicamente perfetti. Io però preferisco i cantanti vecchi: perché, anche se sono limitati tecnicamente, quando li ascolti ti rendi subito conto che nel loro canto ci mettono tutta la loro anima…”.
Ecco che cosa manca alla politica rampante dei giovani “renzi”, ecco che cosa non convince nei discorsi di Montà: manca l’anima.

Franco Maletti
franco.maletti@libero.it



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