Seguimi su Twitter | Facebook | Scrivimi una E-Mail | Iscriviti al Feed RSS

I COSTI DELLA POLITICA 3

Mentre l’Italia va a fondo, tra manovre e prelievi, la politica costa sempre di più anche per le decisioni che prende e per come fa il suo lavoro. La Corte dei Conti al lavoro su una delibera della Giunta della Regione Piemonte.
Come ti gonfio il buono pasto

aaaa A fine giugno ho ricevuto una comunicazione dalla Corte dei Conti, Procura Regionale presso la sede giurisdizionale. Mi indicava il numero di posizione della pratica relativa a una denuncia che avevo presentato il 18 aprile. Si tratta di un esposto relativo all’aggiudicazione dell’appalto per il servizio sostitutivo di mensa a mezzo di buoni pasto per il triennio 2011/2013 alla società EDENRED Italia a condizioni economiche peggiorative rispetto a quelle previste dalla convenzione CONSIP. In pratica l’appalto per la fornitura di buoni pasto ai dipendenti della Regione.
La convenzione stipulata dalla Regione costa circa 470 mila euro in più rispetto  a quella proposta da CONSIP Spa (società il cui unico azionista è il Ministero dell’Economia e delle finanze), e questo a parità di servizio offerto. L’azienda individuata dalla Regione a sua discrezione – la EDENRED, che offre una tipologia infinita di ticket e che vanta simili convenzioni anche con altri partner pubblici, in testa la Regione Lombardia con il buono scuola - è la stessa sia per la fornitura dei bonus bebè e sia per quella dei buoni pasto.  L’anomalia è stata oggetto anche di un’interrogazione del consigliere Buquicchio (IdV) del cui esito non ho notizia.
Sembrerebbe cosa da poco, invece è la punta di un iceberg di proporzioni strepitose. Ma andiamo per ordine.
L’anno scorso, avvicinandosi la scadenza dell’appalto precedente, la Giunta regionale bandisce il nuovo appalto per la ricerca della ditta che avrebbe fornito i buoni pasto. Gli enti pubblici possono evitare di ricorrere a gare d’appalto, sovente costose e dagli esiti dubbi, ricorrendo alla gare già espletare dalla CONSIP, una società pubblica che ha come azionista unico il Ministero delle Finanze e che è stata costituita proprio con l’obbiettivo di “centralizzare” gli acquisti strappando i prezzi migliori.

Comuni, Regioni, province e scuole, quando debbono acquistare qualcosa, possono fare riferimento ai prezzi CONSIP e alle ditte che hanno vinto le gare di CONSIP, che sono tenute a fornire le merci nei tempi e ai prezzi concordati. Giusto per dare un’idea, nel 2009 il risparmio ottenuto con gli acquisti CONSIP sostituiti alle gare singole ammontano 2,3 miliardi di euro (446 milioni grazie ad un ribasso medio dei prezzi del 21% rispetto a quelli normalmente ottenuti dalle amministrazioni; 1.854 milioni ottenuti grazie “all’effetto benchmark” delle convenzioni CONSIP prese in considerazioni dalle stazioni appaltanti). Da ciò si deduce che le Convenzioni CONSIP risultano assai più efficaci come sottolineato dalla Corte dei Conti nella Relazione sul risultato e controllo eseguito sulla gestione della CONSIP Spa per l’esercizio 2008 del 2 marzo 2010.

Se nel 2009 tutti gli acquisti nel pubblico fossero stati effettuati con questo sistema, si sarebbero risparmiati 28 miliardi e mezzo. Con questi numeri e notizie – che a me sono state trasmesse da Max Abbruzzese e ricavate da elaborazioni dei dati forniti dal Ministero delle Finanze – ci si aspetterebbe che sempre più enti pubblici decidano di seguire questo metodo. Invece è il contrario: nel 2006 il 12,4% degli acquisti avveniva con CONSIP, ma nel 2008 la percentuale era già scesa al 9,3%, nel 2009 all’8,1%. Come mai?
Questo malvezzo si va diffondendo in molte pubbliche amministrazioni italiane e potrebbe essere fonte di malcostume, corruzione, arbitrarietà. Certamente costa caro ai contribuenti.

Adesso aspettiamo di vedere i risultati che produrrà l’indagine della Corte dei Conti, di cui darò riscontri se ne verranno.

Mariano



Mariano Turigliatto © 2010 | www.marianoturigliatto.it | Powered by OneBit