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SAPESSI COME E' STRANO…

...di nuovo innamorati, di Milano

300px-Berlusconi_1984Sinceramente questi “Milanesi da bere” mi avevano proprio rotto! Quella supponenza, quella boria, quell’essere bauscia e orgogliosi di esserlo, esaltandone gli aspetti più deleteri fino a sfociare nella belusconite politica. Mi ero dimenticato dei Milanesi “normali”, quelli che ho conosciuto e frequentato per buona parte della mia vita e che mi sembravano oramai un relitto dei bei tempi andati.
Avete presente i Milanesi con un po’ di umiltà? Quelli che fanno lavori normali. che possono essere detti con una parola italiana e che non richiedono troppe spiegazioni e giustificazioni? Quelli che sono andati a scuola fin che hanno potuto, che si sentono internazionali solo più allo stadio perché Morattii e Formigoni hanno trasformato la loro città in una dependance di berlusconia?

Quelli che la mala, Jannacci, la Pirelli, la Germania come orizzonte, la capitale economica dell’Italia, da città della multicultura, quella dell’avanguardia artistica, delle musica, della moda e della manifatture di qualità? Insomma, tutto questo e molto altro di più?

Beh, quei Milanesi lì sembravano spariti, i pochi in circolazione camminavano rasente i muri perché erano fuori dal tempo, out. In realtà c’erano ancora: vivevano, pagavano le tasse, mandavano i figli a scuola, lavoravano come pazzi per stare al passo con le spese che aumentano. Qualcuno faceva anche bella figura altrove, altri si intortavano con Comunione e Liberazione per raggranellare qualche appalto pubblico o ottenere una prebenda per vivere alle spalle degli altri, altri ancora correvano dietro alle Leghe e agli ultras, convinti che con le loro scorciatoie avrebbero potuto risolvere i loro problemi esistenziali.
Gli uomini col doppiopetto blu e dagli occhiali scuri, le signore della Milano bene diventate estremiste della politica li avevano oscurati tutti: sembrava che quel loro modo di vivere fosse cosa di cui vergoqnarsi di fronte alla prosopopea dei La Russa e delle Santanché e dello sfavillare delle scenografie dei varietà della TV commerciali e non.

La prima vittoria di Pisapia, quella di domenica scorsa, dovrebbe proprio essere dedicata a loro. Affinché lo aiutino a vincere la seconda volta, quella che ridarà dignità anche a tutti noi, che Milanesi non siamo.

Mariano



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