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I MANIFESTANTI PRO B: CHE PENA


Una riflessione sulla manifestazione dei pro b davanti al Tribunale di Milano
Se siamo convinti delle nostre ragioni, non dobbiamo arrenderci! 
di Franco Maletti

Tiranno è colui che assume su di sé ogni forma di potere civile e militare, per cui lo Stato dipende direttamente dalle sue decisioni personali. Democrazia è invece quando lo Stato esercita la sua sovranità attraverso un potere coattivo, che trae la sua origine e la sua legittimazione nei limiti stabiliti dalla Costituzione.
La Costituzione è il testo legislativo fondamentale dello Stato, che ne delinea gli organi più importanti, indicandone le competenze, e fissa i princìpi ai quali tutta l’attività dello Stato deve riferirsi.
Sperando di interpretare correttamente il pensiero espresso in una intervista da Nadia Urbinati a proposito della Costituzione, credo di avere capito che la Costituzione, in ogni Paese democratico, esiste a tutela delle parti più deboli della società. Le parti più forti, infatti, non hanno bisogno della Costituzione per imporre il loro potere agli altri. Anzi, è la Costituzione che, al contrario, stabilisce i limiti al potere dei “forti”. I quali, altrimenti, sarebbero liberi di esercitare il potere nelle forme e nei modi a loro più convenienti.
La Costituzione, dunque, stabilisce quei principi etici, morali, di solidarietà, di uguaglianza, di giustizia, di libertà che rendono il più possibile i cittadini “uguali”: sia nei diritti che nei doveri.
Ma ciò significa anche che chi ha una carica pubblica, nella sfera privata ha di fatto meno libertà rispetto a chi non ha una carica pubblica. Infatti “se io ti ho eletto, e tu sei lì per merito mio, io ho il diritto di sapere sempre che cosa fai. Anche privatamente.”

Oggi, purtroppo, stiamo vivendo una stagione politica in cui, alle mire secessioniste della Lega, si associa il tentativo berluschista di avere il controllo dello Stato: anche attraverso la modifica della Costituzione. Di fronte a questo “cocktail”, mortale per la nostra democrazia, non credo sia utile da parte degli oppositori dividersi su che cosa è di “destra” e che cosa è di “sinistra”: perché quando è in gioco la Costituzione Italiana non credo sia il caso di andare troppo per il sottile. Ancora meno credo, quindi, che per potere superare questa fase così grave per la nostra democrazia, possano essere presi in considerazione gli stupidi e gli opportunisti che in politica vivono e sopravvivono mettendo “paletti e condizioni” soltanto per soddisfare i loro narcisismi personali.

Al di sopra di ogni individualismo personale, infatti, dovrebbe innanzitutto prevalere un principio che è alla base stessa della democrazia.
Nessuno può utilizzare lo Stato per estendere il proprio potere. Perché quando un potere privato si estende al punto di avere il controllo dello Stato la definizione di questo potere è una sola: tirannia.
Come risposta a questo, oggi tutti gli oppositori di Berlusconi sono considerati in modo denigratorio dei “comunisti”. La Lega invece su questo tace: essendo secessionista il futuro dell’Italia non è affar suo.

Ma, in questo contesto, “comunisti” sono tutti coloro che hanno dei valori in comune e che si oppongono, per quanto possono, al diffondersi della negazione dei valori, predicata da Berlusconi al suo popolo berluschista. Chi ha tanti soldi, inoltre ritiene che tutto abbia un prezzo, e che il “prezzo” sia l’unico valore che viene usato, anche in politica, per ottenere il consenso.

Noi crediamo nella Giustizia. Loro no. Perché la Giustizia è un ostacolo ai loro affari.
Quando sedicenti mamme, anziani signori e rappresentanti vari della “società civile” manifestano davanti al Tribunale a favore dell’imputato Berlusconi (e plaudono all’eroe Ghedini), nemmeno si accorgono di essere identici, nello stile e nelle forme, ai parenti dei mafiosi che, mentre vengono arrestati i loro cari, maledicono le forze dell’ordine che “vogliono mettere in galera dei galantuomini e dei benefattori”.

marzo 2011                                                                                F. Maletti
franco.maletti@libero.it



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