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GIAPPONE: SEMPRE PEGGIO

Catastrofe nucleare in seconda pagina, il rischio dell'oblio

Un po' come è successo al pozzo petrolifero della BP e al disastro ecologico che ha prodotto, le vicende della centrale di Fukushima rischiano di entrare nella cronaca "usuale", quella che finisce sulle pagine interne dei giornali e di cui ci si occupa quando non succede niente di più eclatante. Solo che la tragedia giapponese è tragedia mondiale, solo che i pericoli sono ancora tutti lì e i nuclearisti di ieri pensano di cavarsela cospargendosi il capo di cenere e dicendosi che "c'è bisogno di una pausa di riflessione", come se i rischi del nucleare non fossero tutti già conosciuti prima che il Giappone ce li rappresentasse in tutta la loro drammaticità.
Penso che nei prossimi giorni sarà la Libia a tenere banco, insieme con l'Italietta di sempre: berlusconi fischiato, i processi rinviati, i suoi avvocati, l'inconsistenza dell' opposizione, la paura che tutto crolli, le elezioni amministrative, il dato politico dei referendum e così via.

Non so come, ma dobbiamo impedire che questo accada, dobbiamo tenere alto l'attenzione verso le scelte energetiche, le politiche di contenimento dei consumi, rivendicando anche qualcosa di finalmente "moderno": il rispetto del pianeta, delle persone, degli esseri viventi, il risparmio, il progresso che avvicina tutti gli uni agli altri, riducendo le differenze di status, la comunanza e la comprensione.
I Giapponesi stanno ancora contando i morti e i dispersi per il terremoto e lo tsunami, questa attività durerà ancora a lungo, forse non finirà mai del tutto, almeno nelle teste e nei cuori di coloro che - non avendo trovato nulla dei propri cari dispersi - continueranno per sempre a pensare che un giorno potranno tornare per riprendere quella vita, interrotta ma non spezzata, che facevano insieme prima che tutto accadesse.
E' facile prevedere che ben più dolorosa sarà la conta delle sofferenze prodotte dall'incidente atomico - del quale peraltro ancora non sappiamo la vera gravità e di cui deve ancora essere scritto l'epilogo -, visto che gli effetti si protrarranno nel tempo,appena velati dalle inevitabili polemiche fra i fautori della sicurezza e quelli dello sviluppo a ogni costo.
Vedrete, i chicco rialzeranno la testa e torneranno a spiegarci che i nuovi modelli, quelli sì che saranno sicuri e che noi siamo tecnicamente più in gamba degli altri.
Tenere alta l'attenzione, spiegare con competenza le ragioni, non strumentalizzare con la politica dell'oggi una questione così decisiva: gli Italiani capiranno, perché dopo vent'anni di culto del look hanno bisogno di un po' di sostanza, di competenza e di capacità. Sennò il paese va giù, consuma in modo dissennato il futuro dei suoi figli e prende l'energia per farlo dalle fonti più nocive, così completa l'opera.

Mariano



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