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ANNO NUOVO, VECCHIE STORIE

Ma davvero non cambia mai nulla?

L'anno è appena cominciato fra morti e feriti, per via dei botti, e buoni propositi, per via degli auguri e... ci risiamo! Credevamo che le cose potessero cambiare, ma la musica è sempre la stessa, anzi!

Comincerei dall'attentato burla alla sede della Lega di Gemonio, ridente villaggio padano dove abita Bossi. Si scopre che si trattava di un megapetardo scagliato da due ragazzi del luogo, figli di militanti della Lega. Insomma una ragazzata, una bravata dei nostri allegri giovani padani pieni di esuberanza e di voglia di vivere; se fossero stati marocchini sarebbero stati terroristi islamici al soldo di Al Qaeda. Con una bella bevuta e qualche vaffanculo a roma ladrona, la faccenda si è risolta per il meglio.

In Australia un'area grande come mezza Europa viene completamente allagata per via di piogge continue e battenti come non si erano mai viste. I nostri TG ne danno la notizia dopo quelle sulle caratteristiche del cenone del tronista del momento, fanno vedere un po' di immagini prese dal web e tornano a parlare dei tiramenti di culo della politica. Non uno che colleghi - come hanno fatto in tutto il mondo - questi avvenimenti al cambiamento climatico in atto e agli effetti incredibili delle emissioni di co2 in atmosfera. In questo, tutto come prima. I velinari italiani hanno altro di cui occuparsi, per esempio del calo di vendite dei loro giornali. Chissà perché?

Ad Alessandria d'Egitto un kamikaze si fa saltare in aria all'uscita della messa di mezzanotte e ammazza altre 20 persone di religione cristiana. Gli altri vanno a vendicarsi in una moschea (non è giusto, ma si può comprenderne le ragioni), il Papa si sgola, scatta la solidarietà internazionale, prime pagine, apertura dei tiggì... Ma funziona così per tutti, o è un trattamento speciale e un po' a senso unico?

Infine Napolitano e il suo discorso di fine anno. Non so quanti altri paesi conservino questa abitudine, ma il fastidio del coretto dei commenti del politici al discorso del Presidente è superiore a qualunque altro tormento ci tocchi patire.
Napolitano ha detto un centesimo di quello che da tempo pensa e chiede gran parte del paese, lo ha fatto mettendo di mezzo i giovani, quelli che pagheranno più caro l'egoismo del vecchi e l'autoreferenzialità dei mondi italiani. I giovani andavano a festeggiare il capodanno e non lo hanno sentito, anche quelli che stavano a casa avranno avuto altro da fare che ascoltare la tele.
E, forse, se per caso ce l'avevano accesa, avranno certamente cambiato canale all'annuncio del discorso del Presidente.
Li abbiamo cresciuti così, caro Presidente, con le chiacchiere  e i discorsi inutili e con l'esempio desolante di dichiarazioni roboanti lontane mille miglia dalla realtà. Li abbiamo illusi che tutto fosse facile e a portata di mano, li abbiamo drogati con i soldi e i gadget, li abbiamo convinti che non fossero necessari studio, abnegazione, sacrificio, investimento personale. Tanto ci pensavamo noi a loro.
Ecco il conto.

Buon anno a tutti.

Mariano



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