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LA FIDUCIA DEL PALAZZO, LA SFIDUCIA DELLA GENTE

La distanza siderale fra il palazzo, la piazza e la case degli Italiani

Berlusconi ha ottenuto la fiducia e ha vinto la gara con Fini. Nessun rimpianto per lui, stagionato fascista e poi ministro picchiatore nella Genova del G8. Mi piaceva pensare che questo pronunciamento antiberlusconiano fosse il tentativo di redimersi dai peccati passati, quasi una riscossa della parte nobile che c'è in ognuno di noi. Non credo che quella di Berlusconi sia una vittoria di cui andrà fiero a lungo, spero che anche lui faccia la fine del domatore che sta nella gabbia un minuto di troppo confidando nella sua potenza e nella sua sicumera.
Il problema è che il paese sta davvero andando a puttane e non solo sul piano dell'economia. E' la società - sfibrata da troppi strappi, da contrapposizioni continue, da un clima di odio e di urli che rimpiazzano la civiltà della relazioni fra le persone - che non sta più insieme, che non riesce più a darsi strumenti per garantire un po' di pace e di tranquillità a persone preoccupate di arrivare alla fine del mese e di salvaguardare quel poco o tento benessere costruito negli anni. Tutti ce l'hanno con tutti, tutti danno la colpa agli altri dei loro fallimenti e delle inadeguatezze che emergono con drammaticità nei momenti più difficili, tutti sono convinti che bisogna fregare gli altri per stare a galla e che la serenità si conquista schiacciando gli avversari. Tutti pensano di meritare molto di più di quello che hanno e danno la colpa al  destino cinico e baro oppure ai raccomandati (dagli altri), nessuno si chiede se merita o no, ma la domanda se la pone ogni giorno per quanto riguarda gli altri.

Mentre il parlamento offre fiducia al premier, i giovano in piazza protestano, scoppiano incidenti anche gravi, si deplora l'azione dei violenti e si attacca la solfa dei "giovani d'oggi che non hanno più voglia di lavorare". Naturalmente si da la colpa ai violenti che si infiltrano nei cortei, ma qualcuno si è chiesto come mai i cortei folti e numerosi si lasciano volentieri "infiltrare"? Perché non si coglie la rabbia e l'impotenza di tanti nostri ragazzi di fronte a un mondo che si è mangiato le loro speranze e che le sta evacuando sotto forma di tossine e veleni che inquinano il mondo?
Se oggi tanti ragazzi sono tornati in piazza e sposano anche forme violente di protesta è perché non sanno più dove sbattere la testa: succede a Roma, ma anche a Londra, Atene, Berlino, Copenhagen, Parigi e chissà dove altro ancora. C'è un disagio, una disperazione una voglia di buttare tutto per aria per recuperare la speranza di un domani più bello, ed è dei giovani più giovani, quelli che non si sono ancora abbandonati all'apatia delle generazioni che li hanno preceduti. Politiche di lavoro, di socialità, di cultura, di libertà, rivendicazioni normali per generazioni che hanno il futuro in mano e che non hanno la voglia di farselo soffiare così.
Loro la fiducia ce l'hanno già tolta da tempo - al centrodestra e al centrosinistra, al nord e al sud - e Berlusconi per loro è solo la degenerazione di una malattia di cui potrebbero essere gli anticorpi.
Tra la gente la fiducia è al minimo, ci mancherebbe altro, fra i giovani le cose non vanno meglio.
Sarebbe meraviglioso che si trovasse una sintesi e che lo facesse la politica, rilanciando alla grande un bisogno di democrazia e di pulizia non più eludibili.
Proviamo ancora una volta con ragionamenti, proteste, manifestazioni, ma soprattutto dando l'esempio!

Mariano



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