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APPELLO AI CREDENTI: MENO CHIESA, PIU' RELIGIONE!

Lo strabismo dei cattolici in politica e lo strapotere delle gerarchie

Tutti i leaders politici che vanno per la maggiore si definiscono "credenti": propongono idee e comportamenti che rappresentano la declinazione personale di convinzioni politiche pubbliche ed etica privata.
Lì dentro ci stanno anche le opinioni religiose e credo che sia un bene che vengano messe in evidenza, non fosse altro che per sottolineare come anche il leader debba e possa essere testimone della fragilità umana e del suo bisogno di spiritualità, di orientamento etico, di una visione della vita che trascenda l'oggi e il materiale.
Perfino Vendola parla della sua fede come di una componente insostituibile del suo essere di sinistra e di esserlo nel modo che propone, perfino lui dunque ricorda ai suoi sostenitori come alcuni valori fondanti la politica (e non solo quella) siano davvero comuni a tante culture e fedi religiose. Anzi, le sostanziano e le rafforzano, offrendo ai credenti spunti di riflessione e incitamento all'azione per anticipare qui sulla Terra quegli elementi di compassione e compartecipazione che sono proprie del regno dei cieli.

Leaders che si dichiarino atei o agnostici non ce ne sono più, mi pare. Forse non ci sono per davvero, forse stanno zitti, per calcolo politico e per scelta personale, ma sembra davvero che non che si sia persa la matrice.
Per fortuna ce ne sono che sposano l'idea della laicità dello stato quando parte l'attacco sui temi etici, ma in quanto all'efficacia della loro azione non è male ricordare che il nostro paese è quello certamente più indietro in Europa... eppure ha il premier più trasgressivo: divorziato, puttaniere, malavitoso, corruttore e tanto altro ancora.
Ancora nei giorni scorsi le gerarchie ecclesiastiche sono scese pesantemente in campo per sostenere il traballante berlusca, praticamente intimando a Casini di smetterla; nessuno che abbia detto una parola. Così come b ha occupato tutti i gangli dello stato, nello stesso modo la Chiesa ha occupato la politica, dettando regole e operando, nel centrodestra e nel centrosinistra, come un vero e proprio potente soggetto politico di destra. Ma i fedeli e i credenti non votano come dice la Chiesa, anzi ne criticano le espressioni di volgarità politica e giudicano secondo la loro morale i comportamenti dei personaggi che la Chiesa sostiene e corteggia. I credenti fanno come sentono e credono, anche loro forse cercando di coniugare l proposta politica con l'etica e la morale di chi la fa.
Anche in Spagna la Chiesa è con la destra, infatti i socialisti non prendono ordini dai vescovi: fanno la loro politica e i vescovi mobilitano i loro supporters della destra per opporvisi, come si fa in ogni democrazia compiuta.
Ma in Spagna la religione nelle scuole si fa alla fine delle lezioni, gli edifici di proprietà religiosa non direttamente utilizzati per il culto pagano le tasse come tutti gli altri e così via. E in Francia? E in Gran Bretagna, in Germania...?
Mi piacerebbe che i leaders del centrosinistra rincorressero i credenti sul progetto politico, sull'etica, sul bisogno di cambiamento, lasciando al centrodestra i giri di valzer con le gerarchie ecclesiastiche perché li sanno fare meglio.
Vorrei che il paese in cui vivo fosse più laico e più rispettoso di chi testimonia tutti i giorni una fede vissuta con difficoltà e sofferenza, con la gioia del migliorarsi attraverso la pratica dei valori che ne discendono.

Mariano

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