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ITALIA SOTT'ACQUA E DISASTRI ANNUNCIATI

Il riscaldamento del pianeta e la fragilità dell'Italia

Quattro giorni di pioggia mettono in rilievo la fragilità dell'Italia e l'imprevidenza di un popolo che ama l'emergenza e piange sul latte versato, ma non ha alcuna voglia vera di prevenire le disgrazie.
Il Veneto  é disastrato in alcune delle zone più importanti e centrali della regione, frane dovunque (qualcuno le ha chiamate "assassine" come se gli assassini non fossero i politici che redigono piani regolatori con case dovunque, anche nelle zone pericolose) nell'Italia centrale e settentrionale, la Liguria ha ripreso a piangere, ma già arriva l'eco dal sud, visto che le piogge stanno arrivando anche lì.
Eppure è normale che piova, specialmente in autunno, guai se non accadesse.

Stupisce l'intensità e la quantità di acqua che cade in poco tempo, come se fossimo ai tropici e non nella zona temperata.
Meno normali sono le temperature di questi giorni grigi, tutte superiori alla media, così che le nevi cadute da poco si sciolgono e vanno a ingrossare fiumi già gonfi di acqua. E' la manifestazione evidente dell'effetto serra, quello che per vent'anni si è continuato a mettere in discussione, trattando il tema del riscaldamento del pianeta come una follia di pochi ambientalisti a caccia di farfalle.
Il clima è già cambiato, solo un folle non se ne accorge. E' cambiato qui come in tutto il resto del mondo. Fingere che tutto sia come prima non aiuta ad evitare frane, dissesti, morti e danni che impiegano risorse che potrebbero essere usate per dare lavoro nella manutenzione del territorio. Stupisce che di questo non se ne accorgano le forze politiche e sociali di massa, quelle che hanno la responsabilità di costruire il futuro, prossimo e remoto, delle nostre città, dei paesi, delle coste, delle pianure e delle montagne.
Non serve la stizza e la spocchia dell'ambientalismo intellettualoide, forse serve una sana cultura scientifica e un po' di attenzione al modo con cui le giovani generazioni affrontano i problemi della vita di domani. Le vecchie generazioni hanno già dimostrato che cosa sanno fare in materia e finora non hanno dato un buon esempio.

Mariano



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