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I KILLER DEL PASSEGGINO

Crescono le vittime di uno strano modo per farsi strada.

Oramai è costume universale, qui da noi, dedicare un supplemento di attenzione a mamme, papà nonni e nonne che vanno in giro col passeggino. Normalmente scelgono i luoghi più affollati - mercati al sabato, centri commerciali nei giorni festivi, strade pedonali piene di gente nelle occasioni particolari - per farsi avanti spingendo l'attrezzo, incuranti di chi viene loro incontro, come se il solo possesso del passeggino li autorizzasse a sbattersene del contesto. "Alle vostre caviglia pensateci voi, sembrano dire con gli occhi fiammeggianti, e provate a cadere sull'attrezzo, che vi sbanchiamo in tribunale."
Sono gli altri che si debbono adeguare, che debbono prestare attenzione e che devono mantenere alta la vigilanza perché i guidatori di passeggino tagliano la strada senza preavviso, cambiano direzione guardandoti con quell'aria di superiorità, si bloccano sul più bello davanti a una vetrina, leccano voluttuosamente il gelato guardando altrove, insomma se ne sbattono altamente del prossimo: loro hanno il bebè.

Così, irrazionalmente, cominci ad odiare i loro frugoletti senza nemmeno averli conosciuti, pensi che - se hanno dei genitori così - non potranno essere altro che replicanti degli Italiani dei nostri tempi. Proprio come succede con i cani che scagazzano in giro (e nessuno raccoglie, tanti pestano) e che si fanno odiare, mentre sarebbero i loro padroni quelli da crocifiggere e maledire.
Fin che i passeggini assassini sono vuoti perché uno dei due genitori tiene in braccio il pargolo o lo accompagna per mano, si potrebbe anche pensare che sia solo disinteresse con una punta di cafonaggine. Il fatto è che sovente il pargolo siede beato sul sedile, incurante del pericolo a cui lo sottopongono mamma e papà che, magari tenendosi per mano, mandano già avanti il figlio a fendere la folla invece di farlo loro, adulti responsabili.
Un anticipo per il frugoletto di quella che potrebbe diventare la sua esistenza. D'altra parte si sa che "la prima parte della vita è rovinata dai figli, la seconda dai genitori". Alcuni di loro si portano avanti col lavoro anche così.

Mariano



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