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REGGIO CALABRIA: ARRIVA L'ESERCITO

Dalle zone di guerra direttamente a Reggio: la guerra continua.

Dunque l'ordine pubblico a Reggio - città da tempo sfuggita al controllo dello Stato per collocarsi nella sfera di influenza dlela malavita organizzata - adesso lo garantirà l'esercito, chiamato a presidiare i centri sensibili della città minacciati dalle cosche e dalla camarille.
Non è incredibile? Nella sedicente sesta potenza del mondo, terra di ingegni arte spettacolo, ma anche di escort parlamentari e di pregiudicati  e bestemmiatori santificati, intere zone del paese sono stabilmente in mano alla malavita organizzata.
La stessa che rastrella il denaro necessario a effettuare ingenti investimenti nel nord del paese o addirittura all'estero. D'altra parte non vorrete mica che la 'ndrangheta investa in Calabria: troppa poca sicurezza, malavita diffusa... loro sono attenti agli investimenti che fanno, alla redditività, alla sicurezza. Così la malavita ha già inquinato il resto d'Italia, infilandosi in ogni meandro dell'economia legale, fino a entrare nelle cordate che realizzeranno l'Expo milanese. Ma ancora: nelle imprese di pulizie che lavorano al ribasso per gli enti pubblici, nelle imprese edilizie, insomma in ogni occasione utile a far fruttare danaro sporco, ripulendolo con la complicità di chi finge che l'evasione fiscale non sia anche un modo per agevolare la malavita organizzata.

Così si squalifica il lavoro onesto, si mandano fuori mercato le imprese che pagano stipendi decenti e che usano "il nero" il meno possibile, ma chi se ne occupa? Qualche predica ogni tanto, qualche finta bella notizia quando la malavita si libera di qualcuno dei suoi facendolo arrestare dalla polizia, cortei, elenchi di buoni propositi e tanto volontariato sociale scoragiato in ogni modo da chi dovrebbe celebrarlo.
Così prospera il nostro sud, così si ammazzano le speranze dei ragazzi e la generosità di tanti adulti, così si squalifica il lavoro di chi fa rispettare la legge e si vede deriso e irriso ogni giorno dai governanti italiani. Adesso anche l'esercito.
Se in qualche paese d'Europa, anche il più scalcagnato, si rendesse necessario l'uso dell'esercito - non già per fronteggiare un'emergenza temporanea e improvvisa, ma per garantire la sopravvivenza delle persone oneste - quanto durerebbe il governo prima di finire travolto dall'indignazione popolare?
Mariano



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