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UN TERZO DEI GIOVANI SENZA LAVORO

... e il governo cerca la casa di Fini!
I giornali di questi giorni riportano nelle pagine interne la notizia drammatica del declino del nostro paese: il tasso di disoccupazione è salito all'8,7 % e un giovane su tre è senza lavoro. Le prime pagine sono piene di Fini e casa sua, di finiane pentite profumate coi soldi, di risse democratiche e di armistizi su documenti, destinati a durare fino alla prossima occasione buona per una puntata dello scontro Veltroni-D'Alema.

Queste le notizie che "tirano", ma siamo proprio sicuri che le cose stanno così?
Da qualche tempo anche i giornali si sono balcanizzati: conducono campagne mascherate da inchieste, si occupano di notizie da avanspettacolo e tacciono delle malefatte che costellano il quotidiano dell'Italia, ultima la vicenda di mazzette in Abruzzo. Purtroppo anche i giornali più seri si vanno adeguando all'andazzo, così perdono di credibilità e anche i loro stessi lettori finiscono per disamorarsi del lavoro dei tanti giornalisti seri che ancora lo fanno per bene.

Così capita di leggere ogni giorno su Repubblica il conto dei giorni da che l'Italia è senza il Ministro dello Sviluppo economico, ma non di trovare in prima pagina il tasso di disoccupazione, oppure il numero dei nuovi poveri, oppure ancora il dato dei pensionati con la minima, o dei licenziati della settimana, o degli sfrattati per morosità incolpevole perché oramai disoccupati, alla stregua di un bollettino metereologico.
Oppure ancora la lista dei lavori che solo più gli stranieri fanno (avete mai provato a entrare in una cucina di un ristorante? o un cantiere edile?), la percentuale degli abbandoni scolastici...

Per un paese qualunque un terzo dei giovani senza lavoro (e il resto ampiamente precario) è la rappresentazione del suo fallimento passato presente e futuro. Passato perché non ha saputo creare i presupposti per evitare questo disastro; presente perché una generazione pronta per prendere le redini della società è invece succube dei vecchi, priva di prospettive, incapace di trovare da sola vie d'uscita onorevoli e durature; futuro perché non ne hanno.
Le mamme e i papà hanno qualcosa da dire a proposito o va bene così? La politica cosa propone di fare? Se continueremo a consumare le poche risorse economiche e naturali come stiamo facendo, cose resterà perché i ragazzi di oggi possano cercare e trovare la strada per far uscite tutti da questa brutta stagione?

Mariano



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