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UN MASSAGGIO ALL'IO

Soddisfazioni d'inizio autunno per riprendere bene il lavoro
 In questo blog parlo raramente delle cose che mi accadono e mi coinvolgono sul piano più intimo, personale. Per pudore, timidezza e anche per l'idea che a chi legge importa poco dei fatti miei e delle mie elucubrazioni. Questa volta ho pensato di fare uno strappo: ho trascorso una giornata più felice di quanto non mi aspettassi perché una persona a me sconosciuta mi ha toccato il cuore. 

Stamattina presto sono andato al Poliambulatorio vicino a casa mia (con la giusta dose d'orgoglio per il ruolo che ho avuto nella sua realizzazione, anche se la struttura lascia un po' a desiderare in quanto a funzionalità) per fare l'esame del sangue.
Ho fatto la trafila godendomi la competenza sbrigativa ed efficiente delle infermiere, anche contento perché ero tra i primi e speravo di farcela in tempo per andare a scuola in orario. Passa pochissimo tempo... e tocca a me.
Entro nella sala dei prelievi e mi accoglie una signora che, riconoscendomi, si dichiara da subito onorata di cavarmi il sangue. Non leccava, era proprio sinceramente contenta e... gratis!
Ero un po' imbarazzato per le sue considerazioni e le pregavo scherzosamente di smetterla di complimentarsi con me, altrimenti tutto il sangue mi sarebbe andato alla testa e non avrebbe potuto cavarmi quello che serviva per riempire le provette. Lei mi ha risposto più o meno così:
"Per una volta che qualcuno le fa dei complimenti che vengono dal cuore, senza secondi fini -  non abito nemmeno a Grugliasco e in zona - solo perché ha apprezzato quello che ha fatto e quello che è, se li prenda e non si preoccupi". E mi ha schiaffato la siringa nella vena, preoccupata di non trovarci più il sangue che serviva. Il tutto è durato un paio di minuti, non di più, giusto il tempo di chiedermi che cosa facessi adesso e di raccomandarsi di non mollare con l'impegno sociale.

Sono uscito da lì che camminavo a mezzo metro da terra. Ero confuso e credo di non aver nemmeno salutato le persone che lavoravano lì e gli altri pazienti, tanti, che aspettavano il loro turno.
Credo che quella signora non sappia la forza che mi ha trasmesso, il turbamento di chi ha sempre paura di smarrire l'umiltà e la considerazione degli altri per diventare uno dei tanti cinici animali che macinano chiacchiere per farsi gli affari propri coi soldi di tutti.
Mi sono venuti in mente i miei "miracolati" grugliaschesi e i loro partiti oramai semplici comitati elettorali. Sempre pronti a farmene di tutti i colori, forse perché non hanno mai avuto qualcuno che, cavando loro il sangue, ha mostrato di considerarli utili alla società. A me è successo: sono davvero una persona fortunata.

Mariano



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