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COTA O NON COTA, CHE DILEMMA!

Un nuovo exploit del PD piemontese
Nessun leader della Lega parteciperà alle iniziative della Festa nazionale del PD di Torino, lo impariamo dai giornali di oggi, ma già da qualche giorno si ventilava questa terribile mutilazione del pluralismo. Non potremo sapere - se frequenteremo gli stands della festa - cosa ne pensano i vari Bossi, Maroni, Calderoli eccetera dei tanti argomenti che travagliano la vita di questo nostor Bel Paese. Ce ne faremo una ragione.

Non riesco a farmi una ragione, invece, del comportamento degli organizzatori della Festa che, interrogati sui motivi che li hanno spinti a non invitare Cota, hanno accampato la scusa che non è il presidente legittimo della Regione.
Ma sono matti? Non sono mica loro a decidere chi è il presidente e chi no, a meno che non si siano così berluconizzati da ragionare come lui senza nemmeno averne i mezzi. Alla domanda avrebbero semplicemente potuto rispondere che, essendo la Festa del PD, sta al PD decidere chi invitare e chi no; così avrebbero risposto anche a tutti quelli che avrebero tanto voluto essere invitati, con tanto di nome sul programma in corrispondenzza di un dibatitto su qualunque cosa, e non lo sono stati. Niente, fra tutte le risposte, gli organizzatori hanno dato quella peggiore.

Non varrebbe nemmeno la pena di commentare se non fosse che questo atteggiamento fastidioso e presuntuoso lo ritrovi in molte delle azioni e delle decisioni dei demos, non so a livello nazionale, ma certamente nei nostri comuni. Hanno sempre la boccuccia a culo di gallina pronta per deplorare ciò che mette in crisi le loro poltroncine, praticano la doppiezza nelle opinioni come sarebe bene che facessero solo i veri tifosi di calcio, confondono la dialettica con lo squadrismo, sempre pronti a puntare il ditino verso gli  altri pur di non guardare le loro miserie, hanno sempre quell'aria di saputelli disinteressati a volte così ben mascherata che ti verrebbe voglia di credere loro. E pronti a sostenere tutto e il contrario di tutto, salvo poi quando mala tempora currunt, scaricare i loro amici con dissociazioni così plateali da rendere ridicole anche le loro idee.

Sempre alla moda, non perdono un colpo: come coi pantaloni a zampa d'elefante. Se va di moda la legalità... pronti! essi non parlano d'altro, se va di moda l'efficienza.... eh non è che si possono rispettare proprio tutte le regole, sennò perdiamo tempo. Se va di moda la lotta alla malavita organizzata corrono tutti in Sicilia, tifosi di Fini quando sollecita gli indagati per reati contro la pubblica amministrazione a farsi da parte e difensori ad oltranza dei loro amichetti sotto processo per concussione. E se qualcuno dei loro osa criticare... zac! Un taglio alle teste pensanti e di nuovo tutti nei ranghi. Naturalmente sono per l'unità della sinistra, le primarie solo se devono fare fuori qualcuno, tutti quelli che non obbediscono ai simulacri di ceto politico che ancora hanno in campo sono dei traditori, oggettivamente complici della destra berlusconiana.

Dietro il mancato invito di Cota e le dichiarazioni che l'hanno commentato ci ho letto tutto questo... e ne sono agghiacciato. Quante volte dobbiamo ancora perdere? Quante volte qualcuno dovrà ricordare (invano) a tutti loro che far parlare quelli come Cota è meglio che farne degli eroi: a meno che, a forza di selezionare al ribasso, anche i dirigenti del PD abbiano finito per somigliargli davvero più del previsto, confondendo la loro  festa con quella che stanno facendo i centrodestri a tutti quanti gli Italiani.

Con complicità, inadeguatezze e scivoloni del centrosinistra che non possono più essere tollerati.

Mariano



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