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L'INFINITO TORMENTO DEI RICORSI ELETTORALI

...e posso perfino dire che l'avevo detto!

Fioriscono sulle pagine locali dei quotidiani nazionali le polemiche, le inchieste, gli approfondimenti, il disegno di scenari futuri... tutte attività collegate alla sentenza del TAR di giovedì scorso. Comunicati stampa, correnti dei partiti che si affrontano, ipotesi e opinioni: adesso che la prima puntata è terminata, voglio fare qualche considerazione anch'io.

Sono da sempre convinto che le leggi debbono essere chiare, prive di eccezioni e non interpretabili. Quando viene meno una di queste caratteristiche cominciano i guai, specialmente perché le eccezioni servono sempre a soddisfare interessi particolari, mentre le leggi dovrebbero definire gli interessi generali e le regole universali di funzionamento della società.


Per questo un anno fa ho votato contro la modifica della legge elettorale regionale che esentava le liste dalla raccolta delle firme in casi particolari e - guarda caso - tutti favorevoli ai partiti presenti in Consiglio e ai consiglieri regionali in carica. Mi sembrava una porcata e una palese violazione del principio di eguaglianza, soprattutto pensavo che avrebbe moltiplicato le liste e avallato irregolarità come quelle che si erano già verificate in passato. Di questa vicenda e della mia posizione di allora - ovviamente passata nel più angosciante silenzio dei mass media, anti-casta o pro-casta che fossero - da conto ieri Raphael Zanotti in un articolo su La Stampa. Senza quella sciagurata modifica - prodotto di un ricatto politico - le cose avrebbero potuto andare diversamente, sia nell'esito elettorale, sia rispetto al contenzioso che si è aperto subito dopo.

Sono convinto che le elezioni si vincono con i voti, non con i ricorsi, e sono anche convinto che la Bresso le abbia perse e Cota vinte, ma la distanza fra i due e il peso delle liste controverse sono elemento che richiedono un pronunciamento del TAR. In particolare, mi sembra scandalosa la situazione della lista "Pensionati per Cota", quella di Giovine: una lista fasulla e truffaldina. Per questo sono rimasto basito nel leggere delel reazioni dei consiglieri grillini, che so attenti alle tematiche della legalità. Hanno attaccato ricorsi e ricorrenti agitando la bandiera delle maggiori spese che la collettività dovrebbe sopportare in caso di ripetizione delle elezioni. Se è per questo, si poteva prorogare lo scorso consiglio di altri cinque anni senza scomodare nessuno! Ma si convinceranno anche loro che ci vuole chiarezza e che la pulizia, la trasparenza e la legalità sono meglio che la demagogia.

La sentenza del TAR ha spiazzato tutti, in pochi avrebbero saputo prevedere un simile pronunciamento davvero bizantino. E' però chiaro l'epilogo: non essendo stati rigettati in toto i ricorsi, Cota è azzoppato. Sta a lui decidere quanto ancora vuole farsi logorare da ricorsi e controricorsi, prima di fare ciò che è oramau evidente e necessario: dimettersi per andare a nuove elezioni, da Presidente della Regione. Se fossi al suo posto aspetterei il Consiglio di Stato e poi... a meno di sentenze assolutamente favorevoli a lui e alla sua coalizione (che non si vedono all'orizzonte perché truffa c'è stata, almeno in un caso) rassegnerei le dimissioni senza farmi ancora logorare come in questo mese è avvenuto.

Le prossime battute ci diranno l'epilogo, ma è vero che da un tribunale ci si aspetterebbe un pronunciamento chiaro, specie laddove ci sono tutti gli elementi per poterlo fare. E nel caso della lista Giovine gli elementi ci sono proprio tutti.

Mariano



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