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BRRR! GELO DA RICORSO SULLA POLITICA PIEMONTESE.

"Il gelo è di sinistra, una fiaccolata per scaldare Cota"

Coll'avvicinarsi del giorno del giudizio, cresce la tensione nella politica piemontese per le conseguenze che potrebbero derivare da quanto il TAR deciderà il 1 luglio. Una decisione qualunque, non importa quale, darebbe il via a una valanga di cui nessuno oggi può stimare la portata distruttiva: dalla semplice pernacchia al caos.
Intanto alcuni risultati sono già sotto gli occhi di tutti: la Bresso ha fatto harakiri, andando a posarsi sullo scranno europeo di Presidente delle Regioni con i favori del PD, che ha così detto chiaramente che cosa pensa delle battaglie per la legalità e di quelli che le combattono fino in fondo; un ceto politico prima scettico sulla portata dell'iniziativa senza nemmeno essere entrato nel merito, poi preoccupato, adesso in trepidante attesa del responso; legalitari che diventano improvvisamente possibilisti, trattativisti che si scoprono intransigenti. Tutti a discettare di leggi e di principi, qualcuno da indagato, qualcun altro da corresponsabile, qualcun altro ancora di possibile "ripescato" dal gioco della democrazia all'italiana.
Il più buffo però è certamente il Presidente Cota: isterico, padano per caso, mal consigliato (possibile che i Presidenti della Regione Piemonte si scelgano collaboratori di così scarsa capacità?), invece di governare straparla. E' così poco sicuro di ciò che potrebbe succedere che continua a non dimettersi dal Parlamento (alla faccia delle regole e della necessità che le rispettino prima di tutto quelli che le fanno), aggiungendo alla beffa anche il danno arrecato a una Regione che avrebbe bisogno di essere governata, diretta, aiutata a superare la crisi con politiche innovative e radicate sul territorio.

Niente, lui straparla, i suoi assessori si comportano come se governassero una frazione della profonda padania e non una regione da 4,5 milioni di abitanti, collocata nell'Europa che conta. Le istituzioni sono in paralisi e i giornali scrivono ogni giorno paginate di cose poco utili per non doversi spostare da P.za Castello a fare qualche serio lavoro di inchiesta sulla realtà del Piemonte, sugli scandali locali, sulla fine di una classe politica oramai alla frutta, su un'economia dove il sistema FIAT continua a contare troppo, fino a soffocare la nuova imprenditorialità. Che infatti se ne va altrove.
Mentre Cota fa l'isterica nel gelo che avvolge il palazzo, il PDL prepara una fiaccolata: dicono che sia contro il ricorso, ma non bisogna credere a queste dichiarazioni.
Cercano una scusa per scaldare il Presidente. Avanti Piemonte!

Mariano



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