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TOPOLINIA: UN CENTRO COMMERCIALE E AMMINISTRATORI DISTRATTI


A Topolinia c'è un grande centro commerciale. E' sempre pieno di gente, persino di più di quanto si sarebbero aspettati i proprietari. Insomma è una struttura commerciale che funziona e che è invidiata da tutto il circondario... così tanto invidiata che ogni comune prova a costruirne una, con l'invidiabile risultato di vedere la fioritura di centri commerciali a scapito dei prati e dei campi, pur in epoca di contrazione dei consumi.

Il centro commerciale di Topolinia funzionava molto meglio quando nello stesso complesso ci stava anche una importante catena di mobili da montare con calma a casa, prima di sgozzare i figli per sfogare il nervoso accumulato. Il consumatore faceva un giro fra gli scaffali e i mobili esposti, educando il suo gusto e trovando sempre qualcosa di nuovo da acquistare, poi usciva e - già che c'era - andava al centro commerciale a fare la spesa, magari con un tour fra gli oltre 180 negozi della galleria. Insomma il centro trainava il mobilificio e viceversa, col risultato del pienone continuo.

Da tempo i padroni del mobilificio segnalano che gli spazi a disposizione sono troppo scarsi per rispondere al grande afflusso. A più riprese chiedono al comune di farsi carico del problema, tanto più che nella zona sono in corso operazioni di trasformazione di aree industriali in commerciali e residenziali. Quale migliore occasione per ingrandirsi e, nello stesso, tempo continuare a fare sinergia con il centro commerciale, oltretutto senza nemmeno dover costringere i clienti a cambiare strada e luogo?
Il tempo passa e dal comune nulla... fino a che i padroni del mobilificio si stufano e vanno altrove a cercare quello che Topolinia non sembra voler offrire loro.
Esito: il mobilificio oggi è altrove, il capannone è abbandonato e il comune non incassa più neppure le tasse, sempre il comune ha presentato per l'area accanto uno progetto di trasformazione che la Regione ha bocciato oramai due anni fa e che si è tentato di far passare come operazione di salvataggio di una importante impresa automobilistica. Anche il numero dei visitatori del centro commerciale è diminuito considerevolmente, almeno così dicono i commercianti.

Ma c'è di più!

All'interno del centro commerciale il comune è proprietario di un locale di 1.800 mq, tutt'ora da ultimare in tutte le sue parti. I visitatori lo possono individuare andando nella piazzetta al primo piano. Si noteranno alcune vetrine che da sempre riportano la scritta che rimanda  a una prossima apertura che non avviene mai. Quei locali appartengono alla città di Topolinia dal 2002 e il comune avrebbe dovuto farci attività di carattere ricreativo e sociale rivolto alla città e ai frequentatori del centro. Prima erano parte della vertenza che contrapponeva i proprietari del centro comerciale e il comune di Topolinia, ma da allora sono disponibili.
Sono passati 8 anni e la situazione è la stessa di allora. Per dare un'idea del danno economico di una simile incuria - qualora il comune non avessa voluto provvedere direttamente, ma affidarsi a un privato -, basti pensare che nella zona i locali al grezzo, come quello, vengono affittati 6/7 € al metro quadro al mese, vale a dire 70/90 € l'anno. Il conto è presto fatto: da 126.000 € a 162.000 € l'anno per ciascuno degli 8 anni che sono passati. La stima e molto al ribasso perché i valori sono quelli di edifici industriali in zone di scarso passaggio. In ogni caso è ragionevole quantificare il danno presunto per la casse del comune in oltre un milione di euro! Non è da metterci la mano sul fuoco, ma la stima è davvero prudenziale.

Quante cose, intorno al centro commerciale di Topolinia! E che bravura da parte degli amministratori della ridente cittadina! Ah, dimenticavo: chi volesse sapere come e perché di quei 1.800 mq al Comune, può leggersi il libro di Salvo Anzaldi, chi si interrogasse sui guasti che la brutta politica può fare... è accontentato!

Pippo



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