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L' ETICA "PRET -A- PORTER"

Fai politica? Ti occupi di qualche associazione o gruppo che "sta nel sociale"? Senti che si sta avvicinando una bella bufera che travolgerà questo sistema scalcagnato che brucia le prospettive e le velleità del paese? Vuoi portarti avanti col lavoro e coprire le porcherie che potresti aver fatto nell'esercizio delle tue prerogative pubbliche? Ancora, vuoi essere di moda e suscitare ammirazione nei polli che ancora credono in te?
E' il momento dell'etica pret-a-porter! Dai, vieni anche tu, ci si diverte...
Funziona così: abbandoni per un attimo la boria e la prosopopea con cui hai trattato gli altri fino ad ora e metti su un'arietta dimessa. Obbligatoria la boccuccia a culo di gallina e scuotimenti del capo che testimonino al meglio la tua partecipazione e la tua sofferenza interiore per il malcostume, la corruzione, la sistematica violazione delle regole, la sopraffazione del debole ad opera del forte.

Poi fai convegni con esperti di delinquenza poltica, scali associazioni che si occupano sul serio di etica della politica e di legalità, così tanto che non riescono nemmeno a immaginare di richiedere una prova di onestà intellettuale da chi le scala. Metti i loro loghi vicino a quello del tuo comune come il bollino blu della Chiquita e sei felice: adesso sì che sei etico!

Provino a parlare gli altri, quelli che ti vogliono male, adesso sei certificato.
Perciò puoi continuare a cambiare le regole per fare quello che vuoi, a disfare tutto ciò che è trasparente perché dà fastidio ed eccita inutilmente il people, a minacciare quelli che temi possano alzare la testa per ribellarsi. Quelli che lo fanno, provi a comprarli con una promessina o un incarico di sottogoverno, così te li togli dalle palle e ti saranno grati. Il segretario del tuo partito no, vale di più: lo fai Presidente!

Fra Topolinia e Paperopoli personaggi così ce ne sono, ben infilati e protetti da una stampa vergognosa e asservita, oramai abituata solo più a stigmatizzare gli attacchi alla libertà di stampa di Belusca per non guardare i guasti dell'autocensura a casa propria. Disabituati, tutti, a rispettare le istituzioni, che sono un bene di tutti e che vanno trattate con garbo, gentilezza e consapevolezza di tutti i morti e i sacrifici che tanti hanno fatto per costruirle così e preservarle dalle velleità distruttive dei totalitarismi.

Guardate i fatti di questi giorni, le delibere dei consigli comunali, la disinvoltura con cui gli amministratori pubblici trattano le regole... Non c'è bisogno di Berlusca per dire che siamo già fuori dalla democrazia, ci pensano i suoi allievi tonti a finire il lavoro che lui ha cominciato. Solo che "tecnicamente" sarebbero dei nostri!
A qualcuno importa qualcosa o ci basta di avere gli appoggi giusti per farci le nostre cose?

Mariano



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