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INDIETRO, PIEMONTE! TRA RICORSI E SGAMBETTI...


Dunque la Bresso ricorre... e non per ottenere il riconteggio, come aveva preannunciato all'indomani dello spoglio. Ritiene che le elezioni vadano annullate per evidenti irregolarità relative alla presentazione di tre liste di centrodestra (totale oltre 50.000 voti, più del triplo della differenza fra Cota e Bresso). In un caso, quello della lista dei Pensionati, alle irregolarità amministrative si aggiungono dubbi di falso che legittimano un esposto alla Procura.
Se la Bresso aveva dei dubbi sulla regolarità delle elezioni, ha fatto bene a fare ricorso e fanno male coloro che scambiano questa sua determinazione per protervia e incapacità di accettare la sconfitta elettorale.
Non sono interessato - credo al pari di molti altri Piemontesi dell'una e altra parte - alle turbe psicologiche o ai contraccolpi emotivi della sconfitta in coloro che l'hanno patita.

Siamo più interessati a capirne le ragioni e a cercare in ciò che accade qualche segno di speranza per la nostra Regione, dunque lasciamo che la Magistratura esamini il ricorso e faccia ciò che le sue prerogative consentono, poi vedremo. Tanto, per buona pace della Bresso, credo proprio che in caso di nuove elezioni il candidato non sarebbe certamente lei, a meno di non sposare l'idea della sconfitta senza partita.
Interessanti invece i primi passi del centrodestra che governa: comuncia subito il vicepresidente Rosso con i suoi legami vercellesi ancora del tutto da scoprire, ma che già lasciano una scia di odore non proprio di violetta. Cota sembra sempre più "imprestato" al Piemonte, un pesce fuor d'acqua supportato da soggetti non in grado. Deve stare attento a non fare gli stessi errori della Bresso che - circondatasi di mezze tacche, con alcune lodevoli ma non bastevoli eccezioni -  si è convinta che bastasse una sparata ogni tanto, tanta presunzione, una dose bairatiana di spocchia, qualche simpatica battuta e poco altro per governare una Regione in trasformazione.
Tanta mediocrità... e proprio nel momento in cui il Piemonte avrebbe tanto bisogno di progetti, idee importanti e un po' di coraggio di osare. Credo che nel centrodestra siano in molti a credere che questo debutto sia talmente disastroso da non apparre rimediabile. Invece credo che debbano provarci. Non conviene a nessuno una regione paralizzata o impegnata nel piccolo cabotaggio mentre il resto del mondo è in cambiamento vorticoso e decisivo.
Poi c'è il centrosinistra, ma è talmente impegnato a lavorare per consegnare Torino alla destra che viene voglia di non disturbarlo.
Mariano






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