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CITTA' DELLA SALUTE: ADDIO A GRUGLIASCO.

Dunque è ufficiale: la Città della Salute - la cui realizzazione era prevista intorno all'asse di c.so Allamano a Grugliasco - si farà a Torino, nei paraggi delle Molinette. Già lo aveva annunciato Cota all'atto della sua elezione a Presidente della Giunta regionale, la conferma l'ha data il Magnifico Rettore dell'Università di Torino ieri e tutti i giornali l'hanno ampiamente ripresa.
Che l'Università fosse contraria a questo progetto era chiaro da tempo: gli accademici hanno sempre caldeggiato l'ipotesi torinese e hanno maldigerito l'imposizione di Bresso, di cui ancora oggi non sono del tutto chiare le ragioni.
Resta il dato sconfortante che, nonostante cinque anni di tempo, il progetto non è andato avanti di una virgola.

Non sono mancati il tempo, le energie e le conoscenze per varare il piano e cominciare a farla, questa benedetta Città della Salute, ma la Regione non ha operato con la celerità e la competenza che avrebbe dovuto metterci in una impreso così complessa. Non l'hanno fatto gli assessori delegati, ma neanche la Presidente - oramai ex - ha speso pazienza, umiltà e diplomazia per chiamare a decidere tutti i soggetti che ne avevano titolo. Ha preferito le enunciazioni attaverso i giornali, le dichiarazioni ad effetto, l'esibizione dei muscoli, l'emarginazione di chi aveva il dirtitto e il dovere di compartecipare con pieni poteri e pieno riconoscimento.
Che le cose potessero finire così d'altra parte era già chiaro almeno duie anni fa: per raddrizzare la situazione di scontro fra Regione e Università alcuni consiglierei, fra questi il sottoscritto, provarono ad avviare contatti fra le parti e organizzarono una seduta di discussione e dibattito per mettere sul tavolo le posizioni e anche le visioni di cosa avrebbe dovuto essere la sanità dei prossimi anni e, per conseguenza, una moderna Città della Salute. Al suo interno avrebbero dovuto esserci cura, formazione, ricerca, tutte attività da saldare insieme senza mortificarne una a scapito delle altre.
L'Università partecipò in massa dichiarando disponibilità e prospettando modi di intervento originali e da considerare attentamente. Non mi risulta che a questa apertura di disponibilità siano seguite azioni concrete da parte della Giunta regionale, salvo richieste di firmare protocolli dal sapore elettorale, tutti restituiti al mittente senza esito. 
Il centrosinistra e la Bresso le elezioni le hanno perse anche per questo, sarebbe bene che lo riconoscessero.
Soprattutto però non credo che Cota e i suoi riusciranno a concludere granché, lo si intuisce dalle proposte assurde che stanno cominciando anche a loro a tirare fuori sullo stesso tema. Dunque il Piemonte rischia un ritardo epocale.
E dire che la sanità d'eccellenza è attività economica di primaria importanza: ospitalità, formazione, ricerca nell'ambito biologico, ma anche meccanico e nei materiali... si vede che non interessa.
Che dire, infine degli amministratori locali che la Bresso si portava dietro come borsette, pronti ad avallare tutto e il suo contrario? Calare pietoso velo: a Grugliasco nella zona resterà l'inceneritore.
Una morale la storia ce l'ha: i progetti vanno partecipati, discussi, studiati, poi si decide e si fa... sennò prima o poi arriva qualcuno che disfa tutto e si ricomincia daccapo. Non basta dire, ci va anche la competenza e la capacità di mettere in pratica. Per i grugliaschesi la differenza fra Bresso e  Cota potrebbero essere proprio quei prati vicino al centro commerciale... e non è poco!
Mariano



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