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CITTA' DELLA SALUTE 2: UN' OPINIONE INTERESSANTE


A commento del mio post di qualche giorno fa sul tramonto della Città della Salute a Grugliasco, un giovane consigliere comunale del PdL, Aldo Olivero, ha ritenuto di tornare sull'argomento con una competenza e una capacità sconosciuta ai più. Condivido molte delle sue considerazioni,meno i suoi valori, ma mi piacerebbe che anche i centrosinistri, grugliaschesi e non, potessero discettare con questa competenza su temi così complessi.

Forse non perderemmo le elezioni, ci sarebbe meno boria e superbia, ci funzionerebbero di più le orecchie per sentire cosa dice la gente, il cervello per elaborare proposte e il cuore per sentirle nostre con la passione che serve. Ecco cosa scrive:

"... Faccio alcune considerazioni su questo progetto e provo innanzitutto ad elencare i problemi che hanno impedito la realizzazione a Grugliasco.

Innanzitutto un problema economico. Lo stesso Peveraro (ndr. ex.vicepresidente della Giunta regionale)aveva affermato che il progetto che aveva in mente la Bresso sarebbe costato 878 milioni di euro, mentre oggi Cota parla di circa 350 milioni per ampliare gli attuali insediamenti. Una bella differenza direi, specie se si considera il fatto che in cinque anni la Bresso non è riuscita a far partire il progetto proprio perchè nessuno trovava i "dinidi".
Poi un problema urbanistico-architettonico-patrimoniale. Se è vero che anche io ho alcuni dubbi sui parcheggi nella zona Molinette (ma questo può essere un punto di partenza per migliorare quella zona e non un semplice ostacolo alla mancata scelta della stessa), penso che la politica del "buttiamo giù e rifacciamo da capo" (che pare il nostro Sindaco apprezzi molto ultimamente) sia un concetto che molto spesso crea dei disastri, non tanto per il nuovo che si costruisce quanto per il vecchio che rimane. Torino è piena di zone ed edifici in attesa di nuova destinazione (pensa al villaggio olimpico...). Senza dimenticare che spesso quelle zone diventano solo case/centri commerciali (vd. ex michelin/ferriere).
Ecco perchè la scelta di Cota non penso sia un discorso di baronie (direi che l'attuale governo ha fatto parecchio incavolare i "baroni") o di distanze (come crede il nostro Sindaco), quanto piuttosto un discorso di razionalizzazione di edifici e di risorse.
Quanto al contributo di privati tanto odiato dal PD, anche Peveraro non l'avrebbe rifiutato: "...sugli 878 milioni di euro di investimento stimati, l’intervento privato sarà predominante, ma sarà anche forte quello pubblico, con fondi della Regione, dell’Università e una quota consistente che dovrà giungere dal governo centrale". La partecipazione di privati e fondazioni e l'equiparazione tra statale/regionale e privati è cosa giusta se comporta un servizio migliore: ai cittadini non interessa chi gestisce un ospedale ma solo se funziona bene. Ecco perchè se un privato rispetta gli stessi standard di una struttura statale deve essere considerato parte fondamentale del servizio sanitario e non un concorrente. Ma su questo punto sono consapevole che molto probabilmente le nostre posizioni sono troppo divergenti...
Un'ultima considerazione circa il territorio grugliaschese sul quale la Bresso aveva intenzione di costruire questa struttura. Nel giro di pochi anni la zona che va dallo snodo ferroviario ad Orbassano vedrà dei cambiamenti radicali: C.so Marche, TAV, Passante, nuovo quartiere Lesna, termovalorizzatore, nuovo C.so Allamano, nuovo insediamento universitario, Capitol. Senza contare che già adesso ci sono le Gru, Decathlon e la struttura IKEA da sistemare.
Pur essendo evidente che dire no a tutto è un atteggiamento radical-ambientalista (o ridicol-ambientalista?) che non condivido affatto, bisogna però avere la capacità di capire fino a che punto sia possibile caricare una zona che attualmente è occupata da prati e campi e che potrebbe vedere nel giro di pochi anni sorgere ospedali, grattacieli, abitazioni di 15 piani ecc. Un cambiamento che ricongiungerebbe i tessuti urbani di Torino e Grugliasco ma che vedrebbe scomparire un patrimonio agricolo e paesaggistico di non poca importanza. Condivido il progetto di C.so Marche (salvo il Capitol), condivido il nuovo insediamento universitario (anche se scompariranno molti terreni agricoli), accetto il termovalorizzatore (anche se non si possono fare certo salti di gioia) ma penso che ad un certo punto ci si debba anche fermare...


Aldo Olivero
 



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