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IL COLORE DEI SOLDI

E' di questi giorni il clamore suscitato dalle dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco di palermo, Ciancimino. In buona sostanza afferma che Milano Due - il fiore all'occhiello dell'imprenditore Berlusconi - è stato realizzato con i soldi della mafia, una specie di test event per trovare nuovi modi per ripulire enormi quantità di denaro sporco proveniente dalla attività illecite.
Le rivelazioni vanno prese con le molle, dunque non è proprio il caso di buttarticisi a pesce, ma il dubbio resta. Negli anni '80 erano in parecchi a segnalare come la Mafia stessa riconvertendo parte delle sue attività illecite in imprenditorialità rispettosa delle regole: sono quelli gli anni dello smembramento della Venchi Unica a Torino ( i più vecchi ricorderanno), della liquidazione di intere imprese storiche fatte fuori da un giorno all'altro da squali rampanti con il volto perennemente abbronzato, gli occhiali da sole e il doppiopetto blu. Sono gli anni in cui imprese sconosciute cominciano a vincere gli appalti di pulizia praticando ribassi impossibili... Sono gli anni in cui è venuta fuori la parte peggiore di questo paese.

Brunetta giustamente pretende che i redditi dei manager e dei dipendenti pubblici siano appunto pubblici. E' una questione di civiltà, di controllo sociale, di etica della democrazia.
A maggior ragione Berlusconi deve rispondere  alla domanda che lo perseguita da ormai più di vent'anni: dove ha preso i soldi per cominciare la sua fortunata ascesa al vertici dell'imprenditoria nazionale?

Mariano



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