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LIBERA TESTA I CONSIGLIERI REGIONALI





In un momento molto particolare della politica nazionale, in una sequela di test che coinvolgono l'establishment italico, a partire da quello sull'antidoping, l'associazione piemontese che fa capo a Don Ciotti e al Gruppo Abele, LiberaPiemonte, ha proposto nei giorni scorsi un "Test Etico" ai consiglieri regionali in vista delle prossime elezioni amministrative del marzo 2010.

Un decalogo che aveva lo scopo di misurare la disponibilità dei politici di governare in modo etico, sottoscrivendo dieci punti che coinvolgevano la legalità, la scuola, la pubblica amministrazione, gli appalti e i migranti. Ebbene il risultato è sconcertante: solo 29 consiglieri sui 60, che siedono tra gli scranni di Palazzo Lascaris, hanno risposto al questionario, e solo 7 membri della giunta regionale su 14 assessori!
Se la scarsa affluenza si può imputare alla già avviata campagna elettorale dei singoli consiglieri e dei membri di giunta, spingendoli a disertare spesso i doveri dell'Aula, lo scarno risultato della consultazione di Libera Piemonte rende perplessi e increduli. E se è pur vero che la richiesta di non candidare persone rinviate a giudizio può rivelarsi discutibile poiché il garantismo del diritto ci impone di considerare innocente chiunque fino alla fine dei tre gradi di giudizio o in attesa di sentenza passata in giudicato, è altrettanto vero che una simile fredda partecipazione degli esponenti della politica regionale finisce col sollevare dubbi, preoccupazioni e dietrologie di sorta.
Mariano Turigliatto è uno dei pochi che ha partecipato all'iniziativa, insieme alla presidente Mercedes Bresso,  e l'ha sottoscritta in toto in nome di una sana ammnistrazione, di una doverosa onestà da parte del corpo politico e di una lotta senza quartiere a ogni tipo di mafie e di soprusi. "Sono a dir poco sorpreso - ha dichiarato Turigliatto, presidente di Insieme per Bresso - della scarsa partecipazione al test di Libera; un atteggiamento che rischia di invalidare lo sforzo profuso dell'associazione di Don Ciotti, da sempre un punto di riferimento locale e nazionale per la lotta alle mafie, di qualsaiasi colore e latitudine. Spero - conclude Turigliatto - che sia da imputarsi solo ai molti impegni dovuti alle imminenti elezioni regionali del 2010; per parte mia, ho sottoscritto le dieci regole di Libera, che peraltro ho sempre applicato nella mia lunga vita pubblica,  e mi  dichiaro pronto a continuare a seguirle nella mia vita politica di ora e di sempre, certamente con la partecipazioni di molti dei miei colleghi che affollano l'aula del Consiglio regionale".



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