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Politica ed ecologia: di là dalle Alpi un'altra storia.




I giornali nostrani si sono occupati marginalmente della clamorosa affermazione in Francia della lista Europe Ecologie. Questa lista ha eletto 14 parlamentari, quanti il Partito Socialista, dimostrando un radicamento territoriale impensabile e una buona capacità di intercettare il voto in uscita dalle formazioni della sinistra e del centro. In un momento di astensionismo spinto - anche in Francia - sono riusciti a motivare i loro elettori, che sono andati massicciamente alle urne per depositarvi un voto utile.
L'esatto contrario di quanto è avvenuto in Italia. Saranno le differenze culturali fra i due popoli? Sarà che l'ecologismo in Italia sa di Pecoraro e tiene lontani gli elettori? Sarà che gli ecolò francesi sono meglio organizzati? Sarà che hanno dichiarato la loro posizione collocandosi contro la destra e per cambiare questa sinistra? Sarà che hanno persone e idee più interessanti?
Certo è che i verdi francesi hanno partecipato a questa avventura - diventando uno dei partner di un progetto che ha messo in rete gruppi locali, liste civiche, associazioni - e non hanno dato vita a improbabili formazioni politiche, come è successo qui da noi.
Sono stato uno dei fondatori dei Verdi Arcobaleno nel 1989, consigliere verde a Grugliasco nel 1990, poi sindaco, poi ancora candidato al Parlamento Europeo nel 1999, ancora nella lista dei Verdi. Me ne sono andato nel 2000 perché eravamo diventati come gli altri: la distanza fra le idee di cambiamento e le pratiche politiche messe in campo era davvero insopportabile. Non si può dire di voler cambiare il mondo e lottare con accanimento solo quando ci sono posti da distribuire. Per non parlare delle idee, dei progetti, della democrazia interna eccetera. Me ne andai senza clamore, per rispetto di chi restava e per la considerzione che la voglia di futuro è ben più importante delle esternazioni di prime donne.
Vedere come i Francesi hanno declinato le nostre stesse passioni, con quali risultati e riconoscimenti da parte degli elettori, mi fa piacere: avremo in Europa gente che "starà sul pezzo".
Ma resta il rimpianto per tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato.
Mariano Turigliatto



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