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LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE di P. Brusasco

Anteprima

di Patrizio Brusasco
Una seduta particolare quella che si è svolta presso l'emiciclo del Consiglio regionale del Piemonte, che ha dovuto modificare l'ordine dei lavori per via della sopraggiunta delegazione del comparto agricolo regionale, a causa della nota polemica sulle quote latte, e della vibrante discussione che si è tenuta in relazione alla deliberazione n.420, 421 - Revisione del dimensionamento scolastico anni 2009-10 -, licenziata dalla competente commissione consiliare.
La delegazione, che è stata ricevuta a Palazzo Lascaris presso la Sala Viglione, ha presentato le sue ormai note rimostranze alla presenza del presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio, del vicepresidente Roberto Placido, dell'assessore all'Agricoltura regionale Taricco e di molti consiglieri regionali e capigruppo.
Una protesta regional-nazionale che vede in Piemonte in prima fila, contro il decreto governativo del ministro Zaia, la Coldiretti Torino, La Cia (Confederazione italiana agricoltori), la Confagricoltura, l'Associazione regionale Produttori Latte piemontese e altre sigle regionali, che è sfociata da una decina di giorni in un presidio permanente in quel di Carmagnola dove si manifesta in modo pacifico e senza creare disagi di sorta, come invece - ha fatto notare qualcuno - si è fatto in passato e in altre latitudini.
Il coro unanime di queste tante anime che fanno parte del comparto agricolo e caseario piemontese recita come il decreto "quote latte" del ministro Zaia tenda a favorire i cosiddetti splafonatori: un provvedimento ritenuto sbagliato e ingiusto perché finisce col penalizzare i produttori di latte che sinora hanno rispettato le indicazioni della normativa e hanno munto nella legalità.
Se il decreto del ministro Zaia pare quasi intoccabile presso la Camera dei Deputati, è verosimilmente emendabile per quanto concerne l'iter legislativo al Senato della Repubblica; l'ente regionale farà dunque la sua parte per far sentire la voce delle molte organizzazioni di settore, garantendo un atto di indirizzo, per quanto concerne i compiti del Consiglio regionale del Piemonte, nonché una maggiore pressione per quanto attiene all'esecutivo regionale.
Sulla querelle è intervenuto l'assessore Taricco che ha dichiarato: "E' una questione che ci sta particolarmente a cuore perché il decreto, così come oggi è concepito, rischia di mettere in seria difficoltà migliaia di aziende che negli anni hanno rispettato le regole, in un comparto già pesantemente colpito dalla crisi e da ripetute turbolenze. Per questo - ha continuato Mimmo Taricco - porteremo a Roma le nostre richieste e le nostre forti preoccupazioni, condivise con le altre regioni, al ministro Zaia, chidendo di limitare le modifiche all'attuale legge 119/2003 che regolamenta il settore. Chiederemo che il decreto - ha concluso l'assessore regionale - venga riformulato secondo criteri di equità, pur mantenendo l'obiettivo di coprire gli esuberi produttivi e risolvere il problema degli sforamenti".



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