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Civiltà di "ONI".

Anteprima

 

di Patrizio Brusasco

 

Ci sono giornate in cui le idee, le sinapsi "culturali", non ti si filano proprio. Ci sono casi in cui non fai a tempo a leggere le prime righe della prima pagina del giornale che subito ti balena un sorriso ironico-sarcastico per le castronerie della civiltà dell'oggi. Facciamoci dunque una sana risata mattutina (ricordo del resto che esiste una forma di yoga che si basa proprio su una contagiosa risata di gruppo appena alzati come portatrice di salute e benessere).

Esempio pratico! Articolo di fondo de La Stampa di Lucia Annunziata che dedica il suo "fondo" (sorta di editoriale) all'uso delle parole in politica, e titola il suo pezzo "Bamboccioni, Fannulloni"...unitevi!, mi verrebbe da aggiungere, con chiaro riferimento ai ministri Padoa Schioppa, autore del conio del primo termine, e Brunetta, lo "zorro" del pubblico impiego.

Dopo la fase dell'altro secolo degli "ismi", il terzo millennio si apre, almeno nella politica italiana, al cospetto di forme nominali terminanti in "ONI": barbONI, il cui numero cresce sempre più; accattONI, fratelli dei primi; mangiONI, visto il crescente numero di obesi, soprattutto fra i bambini; dormigliONI, che sono i cugini dei suddetti fannulloni, quelli che hanno fatto nascere il detto popolare "La notte leONI, il mattino....", e la lista potrebbe continuare all'infinito  naturalmente.

Inutile dire che, a seguito di questa impennata di neurONI,  ma anche di protONI, elettrONI e neutrONI, col risveglio del nucleare (sta passando peraltro in Parlamento una legge o qualcosa del genere sul suo ripristino in Italia), il suggello, l'imprimatur, spetta, come spesso accade, all'impareggiabile Silvio nazionale che con il suo recentissimo co....ONI ha giustamente preteso di apporre l'ultimo sigillo alla terminologia politica, anche perché si deve essere il migliore in tutto.

 
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