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Tutti in Chiesa: gli americani riscoprono la fede.

Anteprima

 

di Patrizio Brusasco

 

Appena avuto visione dei giornali di oggi, non ho potuto fare a meno di pubblicare una riflessione che ben si sposa con l'articolo di ieri su Torino Spiritualità.

Su La Stampa infatti c'è un bell'articolo sulla crisi finanziaria americana, ormai ahinoi mondiale, che ci racconta di come grandi top manager della finanza di Wall Street stiano affollando le chiese in cerca di un conforto morale! Mi viene da pensare che è proprio vero che l'essere umano si rivolge al Supremo solo come estrema ratio, ergo nei momenti di disperazione, di infelicità, di malattia, di prossimità all'ora estrema...ma sempre meglio che niente penserà il Signore che, come tutti sappiamo, rimane imbattibile anche in fatto di misericordia.

Però mi lascia divertito questo fatto. Ovvero della grande superpotenza statunitense che si riscopre umana e dunque di grandi fragilità dotata...appare agli occhi di noi tutti persino più simpatica, capace di orientare il suo sguardo anche oltre la siepe e, in questo caso, verso l'infinito.

Insomma siamo un po' tutti come dei monelli discoli che contraddicono i richiami e gli avvertimenti della mamma, salvo poi correre corrucciati al suo capezzale in cerca di aiuto e di conforto per i duri accadimenti della vita. E la sua voce suadente ma severa ci incalza: "Te l'avevo detto o no, caro figlio mio'!"

Per quanto grandi e potenti e importanti ci crediamo o siamo,  rimaniamo in realtà sempre soli e indifesi, e certamente una piccolissima cosa...ricordarcelo qualche volta prima di commettere i soliti errori potrebbe esserci salutare, per la nostra singola vita, per il mondo intero.

 



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