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Sport, assicurazione scoperta.

  

Talmente semplificata da dover essere rivista. E’ questo il senso dell’interrogazione che Mariano Turigliatto ha rivolto al presidente del Consiglio regionale in merito alla legge che dallo scorso 25 giugno non rende più necessario il certificato di sana e robusta costituzione per chi svolge “attività ludico-motoria a fini ricreativi per attività sportiva non agonistica”.

In pratica, da circa tre mesi chi frequenta la piscina per il nuoto libero o la palestra per la partita di calcetto con gli amici non deve più passare dal medico di famiglia a richiedere il certificato, rilasciato a pagamento dietro il versamento di circa 30 euro. Un’abrogazione che ha sicuramente prodotto una semplificazione, ma anche un problema: “Nei corsi per i quali è prevista copertura assicurativa – spiega Turigliatto – le compagnie di assicurazione non riconoscono la copertura stessa per via dell’assenza di certificato medico preventivo. Una situazione che va a danneggiare chi pratica e chi gestisce queste attività sportive”.

E’ infatti noto che, nel caso di attività sportiva continuativa e non agonistica, gli iscritti godono di una copertura assicurativa che è di norma stipulata dalle società di gestione degli impianti e delle attività, spesso con il tramite della federazione sportiva di riferimento. Tutte queste polizze prevedono la produzione del certificato di sana e robusta costituzione. Nella sua interrogazione Turigliatto chiede allora quale sia l’esatta applicazione della norma (occorre produrre il certificato medico? se sì, per quali attività?) e se i medici di base e le società che gestiscono attività sportive hanno ricevuto disposizioni dall’assessorato alla Salute in merito a regolamento o circolari applicative.

 



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