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E PENSARE A STUDIARE E A INSEGNARE...NO?!.

Anteprima

di Patrizio Brusasco

 

PROLOGO:

"Semel in anno licet insanire" - Seneca (Una volta all'anno è lecito fare il pazzo) - soprattutto per reazione alle continue bestialità che si odono ubiquamente

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La scuola sforna sempre più dei Lucignoli e dei Pinocchi!

Tra una riforma e l'altra, periodi di restaurazioni varie e di controriforme, di rigurgiti dal sapore di uno sbiadito '68 e di epiteti  tanto suggestivi quanto inconcludenti - vi ricordate "la pantera"? -, è solo intorno ai quaranta di età, e cioè verificata l'impossibilità di ottenere quei sacrosanti diritti, soprattutto qualora conseguiti senza appoggio alcuno, che si capisce la potenza e l'ineluttabilità della macchina tritacarne della società che, da un lato, ti ammansisce, sotto la paternalistica e maternalistica educazione-formazione, con l'illusione dei valori meritocratici, dell'onestà e di tante altre panzane simili, ma vorrei dire "puttanate" senza senso, rivendicando l'uso letterario della parola volgare in seno a una società demente, dall'altro, nella sua unica espressione, ti macella e ti rende come un drop out, cioè un emarginato, un fallito se preferite, quasi un parya, il cui disonore si ascrive a quello di non riuscire onestamente a trovare un lavoro adeguato ai sacrifici e agli sforzi profusi, ultimo dei Mohicani nonché "fesso" metastorico e pronto a entrare nell'empireo dell'epica, magari persino studiato in qualche tesina di sociologia di quarta categoria.

Ieri è iniziata la scuola primaria e dunque per celebrarla ho voluto pormi e porvi una semplice, primaria nonché elementare, trattandosi di scuole elementari, domanda: ma perché in questo cavolo di Paese non si pensa, dall'alto degli scranni ministeriali, a far insegnare e a far studiare i discenti, cercando di inculcare nelle zucche di tutti l'importanza e il piacere dello studio?!....magari citando il sommo Dante - dai, me la voglio proprio tirare - col classico: "fatti non foste per vivere come bruti ma per seguir virtude e canoscenza" (spero che sia giusto!, se no sai che figura!).

Migliorie a parte, come una  maggiore razionalità dei percorsi formativi, lo snellimento di alcune obesità didattiche, una maggior vicinanza al mondo del lavoro, il ripristino del diritto allo studio e via dicendo....ma si vorrà pensare, oltre che alla forma, ai contenuti e dunque all'insegnamento e allo studio. Potete fare tutti i cambiamenti che volete, ma il perno sul quale tutto gira è, in questo caso, lo studio, ovvero teste sui libri, e l'insegnamento della migliore qualità, si spera e si pretende. Tutto il resto sono panzane, mere panzane, solo panzane.

E secondo me di studiare non se ne parla mai! Forse perché per mantenere questa massa di dementi, energia vitale per i dirigenti di questo schifoso sistema mondiale, è necessario parlare delle copertine dei libri piuttosto che del sapere che contengono.

Come infatti potrebbe reggersi una simile società, strutturata e basata su meccanismi e bisogni dementi, se si rendessero capaci e intellettualmente vivi i membri-tasselli di questo mosaico? E allora si deve ragionare con la pancia o col basso ventre perché lo show possa andare avanti, mentre la testa serve solo più per vomitare stronzate, oh scusate...deiezioni, direbbe un raffinato intellettuale radical chic : figura letteraria di sinestesia!...ovvero uso aulico della volgarità!

Questo per dire che studiare serve anche a divertirsi, perché in questa presunta società di raffinati - i truzzi avanzano a piè spinto - mandare a quel paese qualcuno con classe presuppone anni e anni di frequentazioni scolastiche, con impegno naturalmente; per dire che gli stupidi riescono meno anche nelle volgarità che tanto li attraggono....BUON STUDIO allora, se non altro per imparare a insultare meglio e divenire un vero Bachelor of Arts della trivialità...ah...ah...ah!

E mi raccomando...puntuali al suono della campanella!

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EPILOGO: è anche vero altresì che sarebbero gli adulti a dover tornare sui banchi di scuola per impedire il cosiddetto analfabetismo di ritorno e per risvegliare i sopiti  prodromi della buona educazione, tipo rispondere prego al grazie o dire grazie qualora la circostanza lo preveda; non mandare a quel paese gli automobilisti nel traffico cittadino, lasciare passare i pedoni sulle strisce pedonali.....: sarebbe già un bel viatico per la deriva comportamentale di oggi.

 

 

 



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