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PICCOLA STORIA (DI SINISTRA) - seconda parte.

Ecco il seguito del post pubblicato lunedì 11 agosto.

di Paolo Merlo

Questa sinistra nel suo complesso è inadeguata ed insoddisfacente. Eccesso di pessimismo? Allora facciamo parlare i fatti citando due esempi che conosco bene perché mi riguardano personalmente.

1) La professione di avvocato non mi garba molto (ci vuole più grinta di quanto disponga); vado in pensione anticipatamente e faccio il Giudice di Pace: mi piace e mi permette di arrotondare la pensione giustamente striminzita. La mia interpretazione della funzione (tento la conciliazione direttamente con le parti) suscita qualche malumore nel corpo forense. Interviene un autorevole personaggio della sinistra torinese, nel quale evidentemente prevale l’interesse corporativo sulle convinzioni politiche, che mi fa cancellare dal corpo dei Giudici di Pace. In quale modo? Semplice: nessuno mi dice nulla (ricordate il KGB staliniano?) e un bel giorno arrivo in ufficio e non trovo più la scrivania. Faccio ricorso al Consiglio di Stato? Rinuncio: trascorrerebbero molti anni e spenderei un sacco di soldi senza sapere come andrà a finire. Per completezza del quadro: in tutto il territorio nazionale gli allontanamenti dalla funzione sono eccezionali; normalmente si tratta di individui con precedenti penali sfuggiti alla prima selezione. A fronte della mia reazione, sorpresa e scandalizzata, qualcuno da sinistra si è mosso non dico a rimediare (impossibile ormai) ma almeno a solidarizzare di fronte ad una palese ingiustizia? Nessuno ha alzato un dito.

2)Ultime elezioni amministrative. La prospettiva reale di una vittoria di questa destra impresentabile è uno stimolo fortissimo a partecipare: mi candido come indipendente nella lista dei D.S. Senza partito, senza sindacato, senza soldi e, confesso, senza molta convinzione, ottengo un risultato non del tutto insoddisfacente: forse mi ha giovato l’attività svolta nel Comitato dei Cittadini per l’Ulivo e comunque risulto primo degli esclusi. Dopo la vittoria del centrosinistra qualcuno mi ha detto: grazie? Nessuno. Trascorrono mesi di discussioni furibonde all’interno della coalizione: qualcuno mi ha interpellato? Nessuno. E’ stata organizzata almeno una riunione di lista per sentire il parere dei candidati? Niente di niente. I partiti politici occupatissimi a spartirsi le poltrone (pardon: a discutere di equilibri all’interno della maggioranza) si sono completamente dimenticati dei portatori d’acqua (ovviamente non sono il solo).
Che fare? Suicidarsi? Emigrare? Ritirarsi in campagna?
Temo  che il virus della politica, come quello dell’epatite C, sia difficilmente estirpabile...

 



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