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Voci da Cuba.

 

di Eva Milano 

Yaona Sánchez è il nuovo fenomeno mediatico self-made di Cuba. Giornalista e appassionata di informatica, Yaona ha ricevuto il Premio Ortega y Gasset per il giornalismo digitale, e inizia in questi giorni a collaborare con L’Intrenazionale. Il massimo della fama lo deve a Generación Y, il suo esplosivo blog, contattatissimo. È uno spazio in cui Yaona racconta la vita quotidiana a Cuba con severa critica e che definisce “esercizio di codardia” perché, afferma, “mi permette di dire quello che mi è vietato nel mio agire civico”. Fidel Castro, nell'introduzione al libro Fidel, Bolivia y algo más lo ha apertamente criticato. Chi legge lo spagnolo può dare un’occhiata ai post che Yaona pubblica sul suo blog. Per i curiosi pubblichiamo la traduzione di un estratto che ci ha colpito e tocca il tema, che sta tornando di moda anche da noi, della tessera annonaria. Il pregio di Yaona è che sa rendere bene e con grande semplicità la difficile situazione in cui Cuba versa e che, malgrado tutto, non sembra dare segni di cambiamento.

“Finiscono i corsi scolastici e vedo già in pericolo il mio pane della tessera. Mio figlio starà a casa da scuola per due mesi e nell’agitazione delle vacanze, potrebbe mangiarsi anche i cardini delle porte. Non si accontenterà del farinoso esemplare da 80 grammi che riceve con la tessera e sicuramente attaccherà la mia o quella di suo padre.
Mi preparo da subito a domande del tipo: “Mamma, andiamo dai parenti di Camagüey?” E io che cercherò di spiegargli che la cola per gli autobus provinciali dura tre giorni (…). Non lo calmerà nemmeno sapere che i prezzi per viaggiare sugli scomodi autobus Yutong verso il centro dell’isola costano la metà dello stipendio di un lavoratore medio.
Ma cercherò di accontentarlo e gli cederò il mio pane, dormirò tre giorni nella fila per il  biglietto per Camagüey e forse gli affitterò addirittura una Playstation da un vicino per un paio d’ore. Questo solo perché è rimasto promosso”.

 



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