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TRA VELTRONI E DI PIETRO NON METTERE IL DITO!.

Anteprima

 

di Giovanni Lava

 Ho combattuto con il sonno che mi chiudeva entrambi gli occhi, ma sono riuscito a seguire l’intervista a Veltroni da parte di Mentana a Matrix ieri sera. E il segretario del Pd mi aveva quasi convinto della grande cazzata compiuta da Di Pietro e soci l’altro giorno a piazza Navona e di come l’unica opposizione vera al governo Berlusconi  venisse dal suo partito. Veltroni, non c’è che dire, è bravo e convincente, soprattutto se lo si lascia parlare senza domande imbarazzanti e senza essere interrotto. Poi però in agguato c’è sempre il dettaglio traditore. Il dettaglio che mi ha smontato il desiderio di prendere per oro colato il rassicurante monologo veltroniano l’ho colto nell’affermazione, riferita a Sabina Guzzanti, che: “È grazie a gente come lei se oggi in Campidoglio siede Alemanno circondato dai saluti fascisti”. La Guzzanti aveva affermato di aver votato il Pd di Veltroni alle politiche, ma non Rutelli a sindaco di Roma. Il Nostro non è stato sfiorato neppure per un attimo dal dubbio che la sconfitta romana potesse essere il frutto e del suo governo – evidentemente non era poi tutto oro ciò che luccicava negli anni scorsi – e dalla sua scelta sciagurata di ricandidare la minestra riscaldata di Rutelli. No, la responsabilità va ascritta tutta alle tante guzzanti che non hanno votato Rutelli.

Sono il primo ad augurarmi che la strategia di Veltroni non fallisca, ma sarà concesso nutrire qualche dubbio davanti a tanta arroganza e mancanza di capacità di assumersi le proprie responsabilità?

Ma veniamo alla manifestazione di Piazza Navona. Intanto Veltroni dovrebbe chiedersi come mai così tanta gente ha risposto all’appello e se quella piazza e la cosiddetta “deriva” dell’antipolitica non siano il risultato del vuoto lasciato proprio dall’assenza di iniziative pubbliche da parte del suo partito. Per non lasciare l’egemonia della piazza ai vari Grillo e Guzzanti c’è solo un modo. Quello di riempirle al loro posto. Le sofisticate argomentazioni di Veltroni trasmesse nel cuore della notte su Canale 5 possono servire agli addetti ai lavori, ai militanti puri e duri, ma ben poco possono contro la martellante propaganda sempre più spudorata di Berlusconi e C. che va in onda ad ogni ora del giorno e della notte sul 90 per cento e oltre della comunicazione televisiva nazionale.

Non credo che la prospettiva vincente contro la destra possa essere rappresentata dai vari Grillo e Travaglio, ma demonizzarli non serve a niente, anche perché sono in sintonia con un sentire sempre più diffuso tra gli elettori del centrosinistra, soprattutto tra i giovani. Né possiamo pensare che Di Pietro possa farci vincere da solo. Ma Veltroni dovrebbe dire anche la verità vera sul perché il proclama “andiamo da soli” abbia visto la sua subitanea negazione con l’alleanza con Di Pietro, che già aveva apertamente aderito ai vari “vaffa” di Grillo. Ci dica la verità, se vuole convincerci della bontà del suo odierno ripudio.

Il problema è politico. Il problema sta nel fatto che il Pd ha bisogno di Di Pietro (e come si è visto non basta) se vuole coltivare speranze di vittoria, quindi c’è poco da avere la puzza sotto il naso. Come Di Pietro sa che se vuole contare qualcosa ha bisogno dell’alleanza col Pd. Come conciliare un progetto riformista serio con la realtà italiana dove la sinistra riformista per vincere le elezioni in solitudine, se mai dovesse accadere, avrà bisogno di decenni? Sempre che prima dimostri di essere capace di rinnovare profondamente se stessa, cosa che il Pd al momento ha peraltro ampiamente disatteso. Allora gli anatemi reciproci servono solo a fare un po’ di ammuina, mentre il sempiterno Berlusconi finisce di affossare l’Italia. Amen.

 



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