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Piazza Navona, 8 luglio: perché è giusto esserci.


di Mariano Turigliatto


Mentre fervono i preparativi per la manifestazione, i giornali si occupano delle ormai quotidiane polemiche fra i vertici del PD e gli organizzatori della manifestazione, come se fossero questi ultimi gli avversari da battere. C’è da essere sconcertati, soprattutto perché non si scontrano due proposte, due visioni, ma una cosa concreta – la protesta di piazza Navona – e una nebulosa forse raccolta di firme contro il governo da farsi in autunno.
Allora si comincia a questionare se Di Pietro sia di destra o di sinistra, se Flores sia antipatico o faccia solo finta, se sia giustizialismo o estremismo forcaiolo, se sia un bene o un male, se, se, se. A spaccare il capello in quattro sono sovente gli stessi che non più tardi di nove mesi fa hanno resuscitato Berlusconi, reiterando l’errore e consegnandocelo più forte e caimano di prima.
Spero che la partecipazione alla manifestazione li zittisca per sempre, ma ne dubito perché non lo fanno mai, nemmeno quando dovrebbero aprire la bocca solo per fare un po’ di autocritica. Significativo che sostengano che la manifestazione “farà il gioco di Berlusconi”; loro che cosa hanno fatto finora? C’è davvero di che essere sconcertati.
Intanto un centrosinistra senza idee e senza una visione del futuro si appresta a guardare la manifestazione sdegnosamente rinchiuso nelle stanza delle sue sedi e dei suoi palazzi, chiedendosi come resuscitare bei tempi andati che non torneranno più.
Dai, facciamo qualcosa di veramente innovativo per questo paese: chiediamo la cancellazione delle leggi canaglia.

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Importante!

In concomitanza con la manifestazione indetta per domani a Roma, se ne svolgerà una parallela a Torino. Il punto di incontro è Piazza Castello alle ore 17.00, martedì 8 luglio. Un'occasione per partecipare.

 

 



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