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Nucleare in Italia: unanalisi.

Oggi pubblichiamo un'anteprima. E' l'estratto di un articolo di Gianni Silvestrini per il volume della collana Quaderni di AIEE “Prospettive per un’opzione nucleare in Italia: analisi e pareri a confronto” che verrà pubblicato a settembre e presentato ai primi di ottobre. Di seguito i punti chiave del discorso.

L’incremento del nucleare sarà problematico fino alla diffusione dei reattori di quarta generazione che avverrà attorno al 2030-40. Appaiono invece più chiare le prospettive delle rinnovabili facilitate dalle riduzioni dei costi a fronte dell’incremento dei prezzi dei combustibili fossili.

Se proiettiamo poi lo sguardo al 2050 si vede che per dimezzare le emissioni di CO2 il ruolo principale sarà affidato all’efficienza energetica, mentre il contributo delle rinnovabili sarà 3,5 volte superiore a quello del nucleare, tecnologia che contribuirebbe solo al 6% della riduzione delle emissioni al 2050

Semmai la quarta generazione verrà alla luce, sarà una sfida tra la coppia centralizzata nucleare-idrogeno e la rete diffusa solare-idrogeno

Va ricordato un altro rischio, legato agli impatti di possibili incidenti.

Per la chiusura del ciclo nucleare in Italia sono stati, al momento, previsti 4,3 miliardi €. Resta ancora però totalmente indeterminato il destino delle 253 tonnellate di scorie in corso di trattamento in Francia (1.000 €/kg) che dovranno inderogabilmente tornare nel nostro paese entro il 2025.

negli anni scorsi si era in presenza di una sovrabbondanza di uranio anche per l’utilizzo del materiale proveniente dal programma di disarmo nucleare. Questa situazione è destinata a cambiare e le difficoltà ad aprire nuove miniere stanno già facendo lievitare il prezzo spot, sestuplicato negli ultimi 5 anni.

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