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Irene, gioca tu!.

di Eva Milano 

Dopo cena Luca chiama Marco dal cortile del palazzo ad alta voce. Marco esce sul terrazzo dell'appartamento al primo piano e dice: "Stasera non posso scendere a giocare, mia mamma non vuole". Ma che problema c'è? "Allora giochiamo con il Nintendo!" Luigi e Marco non vedono l'ora di sfidarsi a un nuovo gioco che, se capisco bene origliando dal mio appartamento, ha per protagoniste le rane. Dopo qualche minuto la bisca è organizzata. Luca è seduto a gambe incrociate in cortile, Marco al primo piano con la sorellina Irene a fianco, con le gambe ciondoloni dalla ringhiera. Console in mano, e parte la sfida. Marco dal balcone è agguerrito e di sotto Luca si difende mica male. Poi la mamma chiama Marco e la console rimane sul pavimento del terrazzo. "Gioca tu!" Luca, preso dalla gara, dice alla piccola Irene. Non sarà brava come il fratello, ma l'importante è non perdere tempo, quando c'è da giocare!

Certo che, chi li ferma, i bambini? Penso mentre spio l'insolita cyber-sfida tra Romeo e Giulietta.
I bambini si fermano solo quando non si permette loro di andare avanti. Ora, se il supporto tecnologico è più dotato di un Nintendo DS, i ragazzi possono imparare più cose. Penso al nostro progetto di dotare ogni bambino di un laptop superportatile (vedi progetto), ovviamente, e immagino quante cose potrebbero imparare già da piccoli (lo penso non senza una certa invidia). Penso anche a quei nuovi aggeggi che simulano gli sport e fanno fare movimento ai ragazzi (vedi articolo di Dario Zucchini su D-Schola). Io preferisco gli sport veri, ma se proprio la mamma non ti lascia scendere in cortile...

 



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