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Le cicale e la formica.

 di Eva Milano

"Domattina alle sei sarò giustiziato per un crimine che non ho commesso. Dovevo essere giustiziato alle cinque ma ho un avvocato in gamba". I tempi sono paradossalmente poco importanti, nelle parole di Woody Allen. Ma non è sempre così. Ieri Clementina Forleo è stata assolta per il caso delle intercettazioni Unipol nelle stesse ore in cui prendevano forma effettiva le nuove misure del Lodo Alfano sull'immunità delle più alte cariche dello Stato.

Forleo ha commentato, rivolgendo una speranza per Demagistris, che il tempo è galantuomo. A seconda dei punti di vista: una magra consolazione a fronte dell'impotenza patita e degli ostacoli al lavoro svolto a tutela della giustizia, oppure la soddisfazione della formica che dopo avere lavorato con costanza sopravvive bene ai rigori dell'inverno.

La brutta sensazione è che in entrambe le circostanze, Unipol e immunità, legate a momenti storici diversi e a parti politiche opposte, c'è una costante che fa molta rabbia: la priorità dei vertici è salvare la pelle fino a quando se na ha il potere. Una regola semplice, come tutte le regole assolute. Così, ancora una volta, ci accorgiamo che tra i nostri politici ci sono più cicale che formiche. Prima o poi l'inverno arriverà e farà freddo.

 



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