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LA NOTA SUL CONSIGLIO REGIONALE.

di Patrizio Brusasco

Forse non è stato un caso, o comunque sicuramente una fortuita coincidenza, se, nella seduta del Consiglio regionale del Piemonte di questa settimana, è stata presentata in Aula la Proposta di Legge n. 366 - Istituzione di un Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti -, dopo una lunga incubazione legislativa (assegnata in sede di Commissione in data 1 dicembre 2006).

Firmatarie del pdl le consigliere regionali: Spinosa, Cotto, Pozzi, Valloggia, Barassi, Ferrero e Motta.

La proposta di legge n. 366 si propone di promuovere azioni di tutela della dignità  e dell'integrità fisica e psichica delle donne vittime di violenza, partendo dal riconoscimento che le forme di violenza di genere sono il primo ostacolo al reale godimento dei diritti individuali e alla parità fra i sessi. L'intento della proposta di legge è di istituire un fondo di solidarietà che permetta di accompagnare, sostenere e fornire un aiuto concreto alle donne vittime di violenza non solo nell'eventuale percorso in sede giudiziaria, ma anche a sostegno dei costi di assistenza legale che le vittime potrebbero dovere affrontare, ad esempio, per addivenire a una controversia giudiziaria. 

Nella lettura di alcuni dati si evince come anche in Piemonte si debba ancora fare molto per una reale parità di diritti e opportunità tra i due sessi; in particolare, poi, nella nostra regione, le donne tra i 14 e i 59 anni che negli ultimi tre anni hanno subito reati a sfondo sessuale sono state vittime per il 9% di molestie verbali, peril 4,1% di molestie fisiche, per il 3, 1% di atti di esibizionismo e per lo 0,6% di stupro o tentativo di stupro. 

E' necessario quindi che il fenomeno delle violenze di genere sia percepito nella corretta dimensione e che se ne parli, sia per far conoscere alle donne i loro diritti sia per consentire loro di prendere coscienza della violenza che subiscono.

Tutti d'accordo che su questi temi, come peraltro su moltri altri, c'è più bisogno di fatti concreti che delle tante parole che si spendono generalmente ogni 8 marzo!

 




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