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TOSCANA, LA PARTECIPAZIONE È LEGGE.

di Stefano Zanotto

  

Lo scorso 19 dicembre il Consiglio regionale della Toscana ha approvato la Legge n. 69, “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”. È la prima legge che sostiene e finanzia processi di democrazia partecipativa in Italia: vediamo in breve quali sono punti qualificanti e caratteristiche di questo provvedimento.

Innanzitutto si prevedono due forme di partecipazione a seconda dell’ambito territoriale interessato dalla materia in discussione. Per gli interventi di grande impatto sul territorio si può aprire un dibattito pubblico regionale, ispirato al modello dei dibattiti pubblici francesi; per gli interventi di carattere locale il processo partecipativo può assumere diverse forme e modalità (assemblee pubbliche, pubblicazione di documentazione tecnico-scientifica, forum tematici ecc…). La richiesta di aprire un dibattito pubblico può venire dai cittadini (con la raccolta di firme), dagli enti locali, dai soggetti pubblici o privati che propongono l’intervento sul territorio. Per quanto riguarda le richieste di sostegno regionale per progetti partecipativi di carattere locale, la richiesta può venire anche da associazioni o scuole. Sono ammessi solo progetti su interventi per cui Stato o enti locali non abbiano ancora preso decisioni.

A decidere sull’ammissibilità dei progetti o di un dibattito pubblico è l’autorità garante; si tratta di un organo super partes monocratico, composto cioè di un solo membro eletto dal Consiglio regionale. Suoi compiti sono anche quelli di assicurare l’informazione e la pubblicazione dei risultati finali dei processi partecipativi, che in ogni caso, però, non sono vincolanti per la decisione finale. I processi partecipativi non possono durare più di 6 mesi (con eventuale proroga di 3 mesi): per quanto riguarda i dibattiti pubblici, durante questo periodo l’adozione e l’attuazione di tutti gli atti amministrativi di competenza regionale, che riguardino la materia di discussione, sono sospese.

Vedremo come funzionerà nell’ambito pratico questa normativa e se potrà essere d’ispirazione ad analoghi provvedimenti in altre regioni. L’auspicio è che possa davvero essere uno strumento che favorisca il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano, dalle grandi opere pubbliche agli interventi di grande impatto delle grosse compagnie private (sulle perplessità per il fatto che anche le imprese possano richiedere un dibattito pubblico, vi segnaliamo questo articolo. Per saperne di più vi rimandiamo al testo della Legge.

 



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