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Lettera aperta.

Pubblichiamo oggi la lettera aperta che Mariano ha scritto in merito agli esiti della formazione del Partito Democratico. Ne sono destinatari i membri del Consiglio Regionale del Piemonte aderenti al nuovo schieramento politico.

Alle Consigliere e Consiglieri regionali dei gruppo DS e DL

Alla Presidente Bresso

Fin dalle prime battute del processo di formazione del Partito Democratico abbiamo con convinzione deciso di partecipare perché ritenevamo che quella del PD fosse una esigenza ineludibile del nostro paese e che la scommessa fosse di quelle che davvero potevano cambiare il futuro della nazione. Eravamo convinti - e continuiamo ad esserlo - che quella del PD fosse la strada giusta, quella che avevamo desiderato, quella che avrebbe permesso ai tanti delusi dal mondo della politica di riprendere contatti per ritrovare ragioni e idee per un nuovo impegno.

Con diversi approcci - legati alle nostre storie, ma anche ai territori e ai gruppi di riferimento - ci siamo messi al lavoro, sovente in un quadro di ostilità -del ceto politico, ma anche dei nostri stessi amici e compagni di viaggio che non hanno condiviso questa scelta - qualche volta di simpatia. Non sono mancate le attestazioni di stima e gli incoraggiamenti ad andare avanti, nonostante le difficoltà e i continui "esami del sangue" a cui siamo stati sottoposti, specialmente negli ultimi tempi.

Con questo spirito - disponibilità, voglia di partecipare, desiderio di concorrere al rinnovamento del paese - qui in Regione abbiamo manifestato una volontà forte di partecipare al processo di costituzione del gruppo unico del PD, senza rivendicare alcunché né sotto forma di poltrone né di incarichi politici. Ci bastava il riconoscimento politico di un apporto che andava al di là delle nostre persone, coinvolgendo un mondo di esperienze e realtà di cui il PD ha bisogno. In particolare ci interessava concorrere alla costruzione di un metodo di lavoro inclusivo, partecipato e responsabile; capace per questo di superare la logica degli accordi fra pochi, degli equilibri decisi a tavolino, delle scelte per correnti, delle decisioni da "prendere dopo" circa le regole e le modalità di funzionamento. Così non è stato e non è, forse perché non sono maturi i tempi, forse perché altre sono le priorità politiche.

E’ perciò evidente che il nostro concorso alla costituzione del gruppo unico del PD qui in Regione deve attendere tempi migliori, fermo restando il nostro impegno a che il nuovo partito che nascerà sia davvero il collettore di speranza che tutti vogliamo.

Torino, 28 novembre 2007

Mariano Turigliatto 

 



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