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IL MONDO DEI VINTI, TRENT’ANNI DOPO.

di Stefano Zanotto

Era il 1977 quando Einaudi pubblicava con Il mondo dei vinti le testimonianze raccolte da Nuto Revelli sul mondo contadino della provincia di Cuneo. Lavoro che ebbe un seguito qualche anno più tardi con L’anello forte, dedicato questa volta alle figure femminili della Granda. Ora, a trent’anni di distanza, due giovani registi, Andrea Fenoglio e Diego Mometti, stanno lavorando per la Fondazione Nuto Revelli a un documentario per indagare cosa è rimasto e cosa è cambiato di quel mondo raccontato dallo scrittore e comandante partigiano cuneese.

Il Progetto Aristeo, finanziato dall’assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, è cominciato con la produzione di un film in 11 episodi tematici, in cui appaiono, ripresi dagli autori nei mesi scorsi, i luoghi descritti dai testimoni nei libri. Non solo i luoghi del cuneese ma anche quelli dell’emigrazione e della guerra, da Marsiglia a Caporetto, da Nizza a Mauthausen. Ad accompagnare le immagini sono alcune registrazioni originali delle interviste di Revelli.

I film sono stati e saranno diffusi pubblicamente sul territorio cuneese e non solo (noi siamo stati il 3 dicembre alla proiezione al circolo Amantes di Torino), grazie alla collaborazione di associazioni, enti locali, gruppi informali. Durante queste serate, seguite da discussioni e dibattiti, si coglie l’occasione per arrivare a contattare i discendenti dei testimoni interpellati da Revelli. L’ultima fase del lavoro è proprio il dialogo-intervista con figli, nipoti e pronipoti dei contadini di Langa o delle valli intervistati a suo tempo. Le registrazioni audiovisive di questi incontri saranno materiale per il montaggio del documentario finale; i temi dei dialoghi sono in partenza gli stessi del Mondo dei vinti e dell’Anello forte, attualizzati nella situazione di oggi: lavoro, rapporto con la terra, emigrazione/immigrazione, paesaggio e ambiente, guerra…

 

Chiunque conosca o sia in grado di dare informazioni utili per rintracciare i discendenti dei testimoni di Revelli può scrivere a info@progettoaristeo.org o contattare gli autori agli altri recapiti indicati sul sito del progetto. Lo stesso dicasi per chiunque voglia partecipare o collaborare in qualche modo, organizzando una proiezione pubblica dei lavori svolti finora o quant’altro, tenendo inoltre presente che saranno intervistati non solo necessariamente i familiari dei testimoni di allora, ma anche quelli che gli autori chiamano discendenti “putativi”. 

 



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